Lunedì 19 Ottobre 2009

Cosa abbiamo dopo 15 anni di Lega Nord?

Ci risiamo, di nuovo. Il Governo ha deciso di costruire il Ponte sullo stretto e di fondare la Banca per il sud. Opera faraonica inutile la prima, (forse solo per i costruttori in odore di mafia), un carrozzone già visto negli anni scorsi la seconda, un altro mezzo per dirottare danaro pubblico a pioggia.
Tutto questo ci costerà miliardi di euro, senza che nei nostri territori arrivino fondi per le infrastrutture, e quei pochi arrivati sono stati buttati. Dopo aver regalato Alitalia (per patriottismo) ai privati, costo circa 4 miliardi, sempre nostri, e aver elargito all’amico Gheddafi, baluardo della democrazia,un pensierino di 5 miliardi si utilizzano i soldi dei contribuenti per accontentare i pochi e soliti noti. Certo, lo scudo fiscale qualcosa ci riporterà, aiutando i soliti furbi e disonesti, ma il problema non è avere danaro per lo Stato (il debito pubblico sale, chi paga?) ma come vengono spesi. Male. Da noi non ci sono denari per riparare le strade, i tagli alla scuola costringono le famiglie a pagare anche la carta igienica, e i Comuni hanno le casse vuote.Cosa è realmente cambiato da quindici anni a questa parte, è forse migliorata la qualità della vita per noi lombardi, le infrastrutture, i servizi, l’aiuto ai più deboli? Da quando la Lega è al Governo, e amministra moltissime realtà locali, la situazione non mi sembra cambiata di molto. Padroni in casa nostra? Mi pare sinceramente di assomigliare più a un suddito. Roma ladrona? Ma chi stanzia i fondi non è il Governo?

Stefano Landoni


Proprio il governo ha litigato, e litigherà ancora, per la questione meridionale. L’annuncio di voler creare la Banca del Mezzogiorno ha provocato, fatto curioso, la reazione contestatrice dei ministri sudisti Prestigiacomo e Fitto. Sembrerebbe strano, ma non lo è. Non lo è perché quest’istituto di credito è di là da venire: se verrà, bisognerà attendere, secondo gli ottimisti, due o tre anni. Continuano invece a non venir fuori dalla borsa di Tremonti i promessi fondi per le aree sottosviluppate. Sono mesi che se ne attende lo sdoganamento, ma il titolare del Tesoro lo rifiuta: e almeno questo bisogna riconoscerglielo. Fino a quando resisterà Tremonti di fronte a richieste che preannunciano nuovi sperperi di denari dopo i tanti praticati nei decenni scorsi nella parte meno avanzata del Paese? Purtroppo per lui - e per noi - le elezioni regionali sono vicine, il successo dipenderà assai dall’andamento del voto in Campania, Puglia e Calabria e il centrodestra ne dovrà (vorrà) tener conto. Costi quel che costi: il Nord se ne faccia una ragione.

Max Lodi

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