Mercoledì 19 Marzo 2008

Caro Stato, lasciami lo stipendio intero: poi ti pago le tasse

Cara Provincia,
io voglio sapere esattamente dove vengono spesi i soldi che il fisco provvede a trattenere dalla mia busta paga.
Io voglio consultare un pubblico ufficio, leggere un foglio di carta, dove possa vedere euro per euro dove sono stati spesi i miei soldi: in quanti metri di ferrovia e dove, o di autostrada e dove, in quali servizi ospedalieri e dove, in quali servizi per la sicurezza e dove, in quali aiuti alle famiglie e dove.
Voglio anche vedere quanti euro del mio stipendio sono a sostegno di campagne elettorali: partito per partito, a favore di chi e perché. Democrazia è anche questo; se lo Stato non è in grado di contrastare l’evasione fiscale al 100% perché io, lavoratore dipendente, devo sopportare il "nero" di altri. Non sarebbe più giusto che l’amministrazione fiscale anziché puntualmente decurtami lo stipendio, mi riconosca il lordo e poi in fase di dichiarazione dei redditi mi richieda quanto dovuto? Demagogia? No,democrazia.
Se lo Stato non è in grado di perseguire l’evasione fiscale al 100%, deve dare la possibilità a chi paga le tasse al 100% di dichiarare il proprio reddito e poi tassarlo in fase di autoliquidazione, una volta all’anno e non tutti i mesi.
E’ strano? No, è giusto.
Alberto Ostinelli
Grandate


La sua proposta, la si potrebbe girare al prossimo ministro dell’Economia. Certo se venisse accolta sarebbe una rivoluzione copernicana per l’Italia, una di quelle da libro di storia. Un libro italiano, perché in molti altri Paesi qualcosa di simile alla sua proposta accade da tempo. Nei Paesi nordici, ad esempio, ma anche in Francia - lo so per averlo visto da amici - l’equivalente del nostro 740 o Unico arriva direttamente al domicilio del contribuente. Naturalmente è già completo in tutte le sue parti, per quanto si riferisce al cittadino. Poi sono già scritte le deduzioni e  le detrazioni previste, qualsiasi altro riferimento alla dichiarazione precedente. Basta una sottrazione e il calcolo dell’imposta è già fatto. Abbastanza semplice, ma qui da noi - anche se i modelli sono un po’ più accessibili del passato - non ci siamo ancora arrivati. In altri Stati è realtà da decenni, qui da noi un sogno o una speranza. Come quella di un’amministrazione, un ente che spieghi nel dettaglio - e non solo con documenti leggibili se va bene solo dai commercialisti - dove finiscono i soldi dei contribuenti. Questo vuol dire trasparenza e democrazia, come anche il rispondere al cittadino che vuol sapere. Provi, per curiosità, a fare una domanda simile al Comune, alla Provincia, alla Regione o a altri enti: se le va bene le risponderanno con sufficienza e ridendo!
Umberto Montin
u.montin@laprovincia.it

m.schiani

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