Venerdì 16 Gennaio 2009

In Italia tutto ritorna sempre un po’ indietro

Vedo che sta rinascendo l’idea di ricostituire un forte partito di centro pescando un po’ da destra e un po’ da sinistra. Se non ricordo male, la crisi partitica all’inizio degli anni Novanta fu causata dalla mancanza di nettezza nel panorama generale: tutti, o quasi tutti, furono d’accordo nel dire che il bipolarismo era la medicina per guarire il Paese. Il sistema proporzionale, che premiava i centristi, venne dato per morto, e tutti elogiavano il maggioritario. Difatti, sia pure per gradi e a nostro modo, passammo da un sistema all’altro e l’alternanza di premier e governi avvenuta successivamente dimostrò che la cosa funzionava. Adesso sorge la speranza di una retromarcia. Incredibile davvero o forse credibilissimo, visto che siamo in Italia: mi sbaglio?

Claudio Di Maria

Credibilissimo sì. Per un paio ragioni forse non azzardate: 1) le difficoltà in cui a sinistra si sta logorando il Partito democratico, nel quale fanno fatica a convivere due diverse culture riformiste come il socialismo e il popolarismo; 2) il deficit di visibilità che a destra sta vivendo l’Udc dopo la scelta di non confluire elettoralmente nel Pdl. Casini ha lanciato a Letta (Enrico Letta, sponda Pd) l’idea di riunire le due anime del centrismo con lo scopo di costituire un terzo, consistente polo dello scacchiere politico. Idea subito lasciata cadere. Ma solo per ora. Si vedrà infatti come andranno le europee e le amministrative di primavera per il Pd, poi tutto sarà possibile. Anche ciò che oggi non sembra tale. Alcune condizioni favorevoli covano per la novità: le conseguenze sociali della crisi economica (si accentuerà la seconda e si aggraveranno le prime) che renderanno difficile, se non impossibile, al Pd di perseguire l’ambizioso obiettivo di dare rappresentanza a tutta l’opposizione; e il rifiuto d’un radicalismo (dipietrismo) che troppo spesso sembra condizionare le scelte dei moderati di centrosinistra. Potrebbe dunque essere un realistico domani, più che un fantasticante oggi, a suggerire la svolta. Lei, caro amico, parla di retromarcia: ma perché dire del centrismo ogni peggior cosa, se del centrismo -per avere possibilità di vittoria- han dovuto issare la bandiera tutte le alleanze elettorali proposte in questi anni a destra e a sinistra? I valori che esso esprime sono propri di gran parte degl’italiani. Il problema non è di cambiarli, ma di cambiare chi, incarnandoli, ha spesso tradito con i fatti le parole. Come han dimostrato le ripetute bocciature elettorali dal ’94 in poi: messi alla prova, alla prima occasione i governanti sono stati messi alla porta.

Max Lodi

p.marengo

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