Venerdì 02 Gennaio 2009

O invertiamo la rotta o sarà crisi nera

Cara Provincia,
in questo periodo in cui si è in balia della recessione, i nostri governanti d’Italia, d’Europa e delle altre nazioni più importanti del globo cercano varie soluzioni per far ripartire l’economia.
Tra le più gettonate anche dal futuro presidente americano Obama ci sono miliardi di dollari e di euro destinati alle infrastrutture .
Mi chiedo se mai nessuno abbia preso in considerazione il problema della sovrappopolazione mondiale e delle incredibili densità di abitanti in molte aree del pianeta. Aree, come la Lombardia, in cui la metà del territorio è occupata da costruzioni.
Percentuale che è salita vertiginosamente in 15 anni visto che dal 1990 al 2005 la superficie occupata è cresciuta da 877.000 a ben 1.152.000, quasi la metà del territorio (2.385.000). Se poi si pensa che questa colata di cemento non si è verificata come nel dopoguerra per lo spostamento di milioni di persone per ragioni lavorative, ma quasi sempre per scopo lucrativo ed speculativo per dare investimento ai guadagni dei "soliti noti", mi chiedo come si possa pensare che un territorio sfruttato fino all’osso come il nostro possa reggere a una nuova cementificazione selvaggia, giustificata dal tentativo di far riprendere la crescita economica.
Mi chiedo se non sia meglio puntare su nuovi scenari come tutto il comparto delle fonti rinnovabili, sulle tecnologie cosiddette ecocompatibili che si affrancano dai vecchi dettami che fino ad ora hanno imperato e che hanno creato questa recessione dalle dimensioni prossime alla depressione del 1930.
Mi chiedo se non sia troppo tardi affrancarsi dal petrolio e da un’economia schiava dei produttori dell’oro nero visto che il tasso di inquinamento ha raggiunto livelli insostenibili.
Mi chiedo se non sia ora di invertire la rotta prima che sia troppo tardi e la recessione di questi tempi sia una sciocchezza a confronto di quello che potrebbe accadere.

Massimo Puricelli

(p.m.) Purtroppo nessuno ha in tasca la ricetta per guarire il mondo da una crisi per molti versi inedita. Ma quella della ricerca di fonti alternative che ci riscattino dalla dipendenza dei combustibili fossili è una via auspicata da molti. Fra meno di venti giorni si insedierà il nuovo presidente degli Stati Uniti, che dovrebbe avere nel carnet un pacchetto di interventi proprio in questa direzione. Vedremo.

p.marengo

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