Martedì 06 Maggio 2008

Più di tre mesi per fare il nuovo governo: non è poco

Cara Provincia,
in questi giorni la politica italiana è fatta soprattutto di chiacchiere e chiacchiere. Il governo di Prodi è stato sfiduciato lo scorso 24 gennaio, le elezioni si sono tenute il 13/14 aprile ma la prima seduta del Parlamento è avvenuta dopo 15 giorni, il 29 aprile; tutto quell’intervallo probabilmente è servito a predisporre tutte le tessere sconto, compresa quella per il maestro di tennis, delle quali usufruiscono i parlamentari. Il nuovo governo è previsto operativo a metà maggio. Tre mesi e mezzo per fare un nuovo governo! Si lavorerà due mesi e mezzo poi, in agosto, tutti in ferie.
 In Inghilterra, nel 2005, il Parlamento fu sciolto l’11 aprile, le elezioni si tennero il 5 maggio; il giorno dopo Tony Blair presentava il suo nuovo governo. In neanche un mese. Avessimo noi almeno una piccola parte del pragmatismo anglosassone.
 La domenica sera poi io faccio il masochista; pur sapendo che la cosa mi farà arrabbiare, guardo "Report" su Rai/3; l’ultima puntata riguardava la situazione dei nostri aeroporti con annessa comparazione con quelli spagnoli; naturalmente è emersa , ancora una volta , la superiorità della Spagna anche in questo campo. E’ stato intervistato il nostro ministro dei trasporti Bianchi; ha fatto una figura pietosa.
 Continuo col mio masochismo; ho appena letto: «L’altra casta - inchiesta sul sindacato» ; mi ha fatto più schifo questo, per le nefandezze riportate, rispetto al primo libro «La casta» di Rizzo e Stella.
Io non sapevo che, per esempio, quando i sindacati organizzarono nel 2002 uno sciopero contro il governo Berlusconi, portarono in piazza due milioni di persone ma sborsando cento miliardi delle vecchie lire per finanziare i paertecipanti. I sindacati non hanno il dovere di presentare bilanci pur essendo l’ottava industria nazionale visto il numero dei loro dipendenti.
 «Non fare l’onda» si usa scherzosamente dire quando la "roba" è lì appena sotto le narici; questa è la nostra situazione; gli italiani hanno votato in maggioranza Berlusconi pensando che potrà risolvere i tanti problemi; questo mi ricorda l’Argentina del 1973; il Paese stava andando malissimo e gli argentini richiamarono dall’esilio in Spagna il loro ex-presidente Juan Peron; tutti gli osservatori internazionali trovarono sbagliata questa scelta in quanto Peron, quando era al potere negli anni cinquanta, non fu un buon presidente; infatti tutto andò come previsto: male.
 Berlusconi è già stato due volte al governo combinando tanto per lui ma poco per noi; come facciamo a dire che questa volta andrà meglio?

Virgilio Testoni
Grandate

(p.m.) Caro Testoni,
 se questa volta andrà meglio nessuno può dirlo con certezza, ma tutti se lo augurano. Purtroppo possiamo soltanto sperarlo: e, come diceva Spinoza, non c’è speranza senza paura, né paura senza speranza.

p.marengo

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