Mercoledì 27 Aprile 2011

Como, costerà di più
il prossimo campionato

COMO - Il prossimo sarà un campionato più “costoso” per il Como e per tutte le società di Lega Pro. Per potersi iscrivere alla Prima divisione 2011/2012, infatti, servirà una fidejussione di 600 mila euro. Un aumento di 200 mila euro rispetto all'anno scorso quando per l'iscrizione ne servirono 400 mila, cifra peraltro raddoppiata rispetto alla stagione 2008/09. In arrivo anche un aumento di 100 mila euro per le società di Seconda divisione, da 200 a 300 mila euro. La proposta sarà approvata venerdì dal consiglio federale, quando verranno fissati i criteri per le iscrizioni ai prossimi campionati. Per la Lega Pro sarà anche l'inizio di una ristrutturazione dei campionati. Non ancora una vera e propria riforma, come nei pensieri e nei desideri del presidente di Lega Pro Mario Macalli, ma sarà certamente il primo passo verso uno snellimento delle società iscritte alla ex serie C1 e C2: la base di partenza per l'anno prossimo dovrebbe essere di 72-76 squadre (ora sono 85), un numero che terrà conto di probabili rinunce e mancate iscrizioni e che potrebbe portare all'eliminazione di un girone di Seconda. E poi bisognerà stabilire le modalità dei ripescaggi. La linea che vuole adottare la Figc, comunque, è chiara: favorire l'iscrizione al campionato di società con i bilanci in ordine.
E l'aumento delle fidejussioni potrebbe escludere dai campionati di Lega Pro diversi club. «L'aumento delle fidejussioni passerà al cento per cento in consiglio federale - garantisce Mario Macalli, presidente di Lega Pro -, perché è ora di cambiare le cose. Troppe società hanno dimostrato di non riuscire ad affrontare un campionato professionistico e le sue scadenze. Quindi chi non riesce a garantire questa cifra, non si iscriverà». Per Macalli, l'aumento delle fidejussioni è un male necessario, ma che servirà a ridare credibilità alla sua Lega: «Le garanzie per l'iscrizione incidono solo per un quinto sulle spese di gestione annuale di una normale società di Prima o Seconda. I nostri presidenti lo sanno bene e non possono reclamare proprio adesso: serve un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti. Purtroppo per colpa di poche società, certamente in buona fede, quest'anno la Lega Pro è uscita malissimo a livello d'immagine, con 136 punti di penalizzazione accumulati dall'inizio della stagione per illeciti amministrativi e contabili. Si è parlato di noi solo per le penalizzazioni: non è possibile andare avanti così».
E lo snellimento del numero di società iscritte è il primo passo verso la riforma dei campionati, di cui si parla ormai da qualche mese: «Ottantacinque società in Lega Pro e altre 42 fra serie A e B sono uno sproposito. Il nostro obiettivo è arrivare a 60 squadre entro tre anni, con tre gironi da venti in un unico campionato, senza distinzione tra Prima e Seconda divisione». Venerdì il primo passo in consiglio federale.

g.valentini

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