Sabato 02 Luglio 2011

Il Como è a rischio,
la società non dà certezze

COMO - Perché il Como non ha presentato la fidejussione? Può garantire che sarà presentata nei termini e che il Como giocherà in Prima divisione? Perché meno di una settimana fa la dirigenza aveva garantito con certezza che non ci sarebbero stati problemi per l'iscrizione? Tre semplici domande che avremmo voluto sottoporre al presidente Antonio Di Bari per consentire ai tifosi del Como di farsi un'idea più precisa sulla situazione che si è venuta a creare. Per spiegare come mai, nonostante il termine del 30 giugno fosse una scadenza arcinota, la società non sia riuscita a presentare tutta la documentazione per l'iscrizione. La risposta del presidente Di Bari, opportunamente ripulita da termini non ripetibili, è stata la seguente: «Lasciatemi in pace, fate quello che volete. A me non importa nulla di quello che scrivete sui giornali».
Nessuna spiegazione, nessuna presa di posizione, nessun chiarimento. Non più tardi di una settimana fa, lo stesso Di Bari non aveva esitato a ricordare sul sito internet del Como che «pagamenti degli stipendi, regolarità dei contributi versati, stato di salute dei conti societari, che alla stampa probabilmente appaiono secondari, sono elementi su cui noi preferiamo concentrarci per garantire al nostro Como un futuro sereno nel sempre più difficile panorama calcistico italiano». Dunque?
E allora bisogna solo attenersi ai fatti: niente fidejussione da seicentomila euro, nessuna spiegazione. Il Como è sotto esame e l'iscrizione, a questo punto, è davvero a rischio. Perché alla questione della fidejussione, a quanto pare, si stava lavorando da almeno venti giorni e sarebbero sorti disguidi all'ultimo momento, fuori tempo massimo per ottenere in un paio di giorni il documento. «Disguidi di natura tecnica, non riconducibili al Calcio Como», fa sapere la società. Ma i soldi, in ogni caso, fino a questo momento non ci sono. C'è poco da girarci intorno. L'iscrizione andrà a buon fine oppure no? Non si respira grande ottimismo nemmeno all'interno della società stessa.Speranze, ma non certezze. «Confidiamo che tutto si sistemi, anche se la questione potrebbe risolversi solo all'ultimo momento», dice il direttore generale Maurizio Porro.
Il documento potrebbe non essere pronto prima del 7 luglio, data in cui la Covisoc esaminerà la documentazione depositata dalle società per poi comunicare i nomi delle società iscritte e di quelle escluse. Il Como, che dal primo conteggio del Direttivo della Lega Pro è sotto esame con altre sei società di Prima divisione, se non presenterà la fidejussione entro il 7 sarà escluso dal campionato, ma avrà comunque tempo fino alle 19 del 12 luglio per sanare la propria posizione. Termini in ogni caso estremamente ristretti, e tassativi. Il 16 la Covisoc si pronuncerà sui ricorsi presentati dalla società escluse, mentre il 18 il consiglio federale deciderà in via definitiva gli organici di Prima e Seconda. Per i tifosi del Como, due settimane con il fiato sospeso.

g.valentini

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