Lunedì 25 Luglio 2011

Como, Ardito non trema:
"Ho visto situazioni peggiori"

COMO - La scelta l'ha fatta due anni fa, quando decise di tornare a Como e concludere la carriera nella squadra dove aveva colto i primi successi. Andrea Ardito, a trentaquattro anni, prova a volare alto sulle polemiche, le difficoltà, il ritiro "strano", forte di due salvezze consecutive che gli hanno cementato fiducia e morale. Pronto a trascinare il gruppo, più che probabile leader di una squadra ancora tutta da costruire. «Ritiro stravagante? Forse sì, ma ricordo che un anno al Torino al raduno eravamo in quattro. Ho conosciuto situazioni peggiori, anche in serie più importanti».
Terza stagione consecutiva al Como, Ardito ha ancora due anni di contratto. Ha passato tanti anni in serie C, B e A e dopo tanti anni, la sua analisi è amara: «Basta leggere i giornali, quante squadre sono scomparse? La verità è che oggi è importante esserci, essere ancora in vita. Sotto questo punto di vista, alla società non può essere rimproverato nulla, la dirigenza ha compiuto un altro grande sforzo. E ormai io ho scelto di stare qua, è la mia casa». Però, sotto sotto, un po' di paura di non farcela c'era: «E' normale che fino a quando non c'è l'ufficialità di un'iscrizione non ci sono certezze e manca un po' di serenità. Ma non ho mai chiamato il presidente per chiedere aggiornamenti, ho sempre avuto grande fiducia».
Ardito ha ancora tanta voglia di essere importante per il Como, la squadra con cui ha giocato di più in carriera, con oltre cento presenze in campionato: «L'anno scorso, a parte un periodo in cui ho voluto forzare i tempi del mio ritorno in campo dopo un infortunio, sono sempre stato bene. Ho saltato alcune partite solo per scelta tecnica, in altre mi sono dovuto adattare per esigenze della squadra al ruolo di difensore centrale. Ma ora non ne faccio più una questione di presenze: l'importante è riuscire a dare il massimo quando vieni chiamato in causa e di essere utile alla squadra».
Si ricomincia, con una squadra tutta nuova e con un tecnico che ama far giocare bene le proprie squadre: «Sono felicissimo di poter riabbracciare Filippini, un grande giocatore e un compagno ideale. E spero, come si legge, che arrivino anche alcuni vecchi compagni dell'anno scorso. Sarebbe importante ripartire da alcuni punti fermi. Gli obiettivi dovremo essere bravi noi a costruirli sul campo, a luglio non si possono decidere a tavolino. Ora l'importante è partire bene e formare un buon gruppo».
E il nuovo mister? Nel suo schema i due mediani davanti alla difesa sono fondamentali: «Ramella mi ha fatto un'ottima impressione, in allenamento ha subito fatto vedere tutta la sua grinta e ci ha fatto capire già cosa vuole da noi». Ardito capitano, magari per tutta la stagione? «Questo è proprio l'ultimo dei problemi. Che sia io o un altro poco importa. Comunque deciderà il mister, io sono a disposizione».

g.valentini

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