Como, almeno provaci con una prova d’orgoglio
Un’immagine della gara d’andata con l’esultanza dei cosentini (Foto by FOTO CUSA)

Como, almeno provaci
con una prova d’orgoglio

Parte dalla scoppola di 1-4 dell’andata e oggi va a Cosenza per la gara di ritorno della finale di Coppa Italia

Le intenzioni sono le migliori: andare a vincere a Cosenza. Almeno, provarci. Ma bisogna essere anche realisti: il Como affronta stasera alle 20.45 la finale di ritorno di Coppa Italia Lega Pro, con il fardello della pesantissima sconfitta rimediata quindici giorni fa al Sinigaglia.

Ebbene sì, si riparte da un 4-1 per il Cosenza, che ha travolto nello spazio di novanta minuti quel po’ di entusiasmo che la partecipazione alla Coppa aveva generato: percorso netto, tutte vittorie e un pareggio nelle fasi precedenti, nessun gol subìto, la possibilità di rialzare il trofeo a diciotto anni esatti dal trionfo della squadra di Marini nel ’97.

Si potrebbe rivedere in porta Falcone, la difesa a quattro senza Cassetti squalificato vedrà sicuramente in campo chi ad Alessandria non potrà giocare: a destra ballottaggio Ambrosini-Marconi, a sinistra sicuramente Fautario, in mezzo Lebran e Giosa.

Turno di riposo per Ardito a centrocampo, dove ci sarà Berardocco davanti alla difesa, affiancata da un uomo fresco a destra come Rolando, mentre a sinistra toccherà a Fietta. Anche Le Noci sarà risparmiato, almeno inizialmente, in ottica Alessandria: l’idea è di sostituirlo con Cristiani, che agirà alle spalle della coppia Maritato-Ganz.


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