Como, è l’effetto Gatto ma non solo Quando il gol si alza dalla panchina
Franco Ferrari, attaccante del Como (Foto by Cusa)

Como, è l’effetto Gatto ma non solo
Quando il gol si alza dalla panchina

Un’arma che ha già fruttato dieci punti: cinque pareggi trasformati in altrettante vittorie

La forza della panchina. Un’arma che ha già fruttato dieci punti, cinque pareggi trasformati in altrettante vittorie. Da quando Giacomo Gattuso siede sulla panchina del Como, il gol che arriva dalla panchina è diventato una piacevole e importante abitudine, ripresentatasi con frequenza.

Prima, con Banchini, non era mai accaduto in dodici partite. Nelle sedici gare della nuova gestione tecnica invece è successo ben otto volte, dunque esattamente la metà, che chi è subentrato abbia segnato. Un numero alto, un dato che certamente non è così frequente. E che nella corsa alla serie B diventa un valore aggiunto importantissimo.

Pensando ai gol decisivi, da citare è soprattutto Arrigoni. Che è riuscito due volte a cambiare l’andamento della gara subentrando più o meno a metà del secondo tempo. Era successo nella prima vittoria casalinga della gestione Gattuso, quella con la Carrarese: il Como aveva segnato subito con Gatto, dopo due minuti, e il pareggio era arrivato già nel primo tempo. Gara non semplice, che Arrigoni aveva risolto al 32’ della ripresa, sei minuti dopo il suo ingresso in campo. La partita successiva era la trasferta di Grosseto: gara ricca di gol, prima rete di Ferrari, poi pareggio, poi due gol di Cicconi che la Carrarese era riuscita a rimontare. Sul 3-3 entra Gabrielloni, che nel giro di un quarto d’ora si procura un rigore e lo realizza, rete che porta il Como alla vittoria.

Girone di ritorno, prima giornata. Il Como cerca il sorpasso in testa nello scontro diretto con il Renate: segna Gabrielloni dopo nove minuti, pareggia Maistrello già nel primo tempo. E a risolvere la questione ci pensa Ferrari, che entra al 25’ della ripresa, e al 38’ sigla uno dei gol più importanti della stagione. Tre settimane dopo, Como-Lucchese: il Como arriva dalla pesantissima sconfitta nel derby, la partita è difficile, non si riesce a sbloccarla. E tocca di nuovo ad Arrigoni: entra al 25’ del secondo tempo, dieci minuti dopo trova il gol che risolleva la situazione, il Como vince 1-0. E poi si arriva alla partita di ieri, Como imbrigliato dalla Pro Sesto, tanta fatica per riuscire a essere pericolosi. Entrano Gatto e Ferrari, manca meno di mezz’ora alla fine, e quando davvero il tempo comincia a stringere Gatto trova uno dei pochissimi spazi lasciati dagli avversari, si fa mezzo campo da solo e segna la rete decisiva.

Cinque vittorie sofferte, combattute, importanti. Figlie anche della determinazione di tutta la squadra, certamente. Ma frutto di idee e forze di chi aveva cominciato la partita seduto in panchina. Ed è successo altre tre volte, non determinanti ma significative. Pensiamo per esempio alla rete segnata da Terrani ad Alessandria al 37’ della ripresa, sette minuti dopo il suo ingresso in campo: il Como stava già vincendo 0-1, ma quella rete ha chiuso definitivamente la gara rendendo vani gli sforzi dell’Alessandria di pareggiare. Dalla panchina anche il terzo gol di Ferrari contro la Juve nel largo successo per 3-0. Più amara invece la rete di Walker dieci giorni fa a Busto con la Pro Patria, utile solo per accorciare le distanze, dal 2-0 al 2-1 per gli avversari. Ma segno comunque ulteriore delle tante risorse a disposizione di Jack.


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