Como, la gioia di Cristiani
«Ben ritrovato mister»

L’arrivo di Cuoghi ha portato fortuna al suo ex giocatore: torna in campo e segna un gol decisivo

Il destino ha mille modi per manifestarsi. E un milione di facce. E il destino del Como sabato a Modena, accanto a quella rassicurante e grintosa di Stefano Cuoghi, ne ha messa un’altra ben in mostra. Quella di Alessio Cristiani. Che a Cuoghi è legato da un’esperienza vincente, è l’unico giocatore del Como che il mister aveva già allenato. Ritornato in campo da titolare dopo mesi, Cristiani ha fatto una gran partita. E davanti agli occhi del “suo” mister ha segnato il suo primo gol in serie B. Una trama perfetta.

Ci voleva Cuoghi, o sarebbe bastato darti prima qualche possibilità in più?

«Non nascondo che sono felice del suo arrivo. E che giocare sicuri di avere la fiducia dell’allenatore dà molta più sicurezza. A me dà certamente uno stimolo in più. Non sentirsi sottoesame fa bene, perchè anche se sbagli qualcosa sai che lui sa chi sei e come giochi, e questo dà molta tranquillità in più. Il fatto che mi abbia dato subito un’opportunità è un bellissimo segnale».

Tu che lo conosci, quanto ci vedi di Cuoghi in questa vittoria ritrovata?

«Aver vinto con lui in panchina non è un caso, non credo proprio. Abbiamo lavorato in maniera diversa, molto sulla tattica e sull’intensità. Abbiamo accettato volentieri di cambiare modulo, io personalmente poi sono più adatto a questo tipo di gioco. Cuoghi ci parla molto, è un aspetto fondamentale, Soprattutto ha insistito su quello che dobbiamo fare per evitare di essere rimontati. E finalmente ce l’abbiamo fatta, non per caso».

Ma per esempio, che vi dice?

«Ci ha fatto capire come comportarci. Piccolezze, magari, ma utili. Come perdere un po’ di tempo, come buttare via il pallone, oltre ovviamente a come metterci in campo, a cosa prestare attenzione, all’intensità con cui affrontare la fase finale della gara. Consigli, malizie, sia tattiche che nel comportamento. Del resto ha esperienza da vendere...».

La cosa importante è che la squadra le abbia recepite.

«Direi di sì. Anche se la cosa ancora più importante è quella che ci ha detto finita la partita.

Cioè che se non vinciamo anche sabato quello che abbiamo fatto a Modena non è servito a nulla»

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