Como, non è solo sfortuna   Ma quante occasioni perse...
Il palo colpito da Fietta contro l’Entella (Foto by Fabrizio Cusa)

Como, non è solo sfortuna

Ma quante occasioni perse...

Gol fortunosi, rigori in extremis e tanti mea culpa: tanti, troppi “se” nella stagione nera dei biancoblù

È un gioco, o poco più. Definiamolo una sorta di percorso attraverso una stagione del Como in cui possono esserci sì occasioni sprecate e rimpianti, ma ci sono soprattutto dei numeri che parlano purtroppo ben più chiaro. E dire che sia solo sfortuna o destino non è certamente dire la verità. È anche vero però che le partite in cui si è avuta la sensazione che in fondo ci sarebbe voluto poco per riuscire a ottenere di più non sono state pochissime.

Partiamo da una delle partite più pazze della stagione, il pareggio per 3-3 a Vicenza. Si può non vincere segnando tre gol fuori casa? Certo che sì se se ne prendono altrettanti. Ma quella partita è rimasta particolare, le prime rimonte subìte ma anche una rimonta finale con il gol di Bessa all’’85’. E se fosse durata cinque minuti in più?

Ecco, a proposito di durata e di minuti finali. Spostiamoci a Lanciano, giornata numero 8, primo scontro direttissimo, per evitare l’ultimo posto. E lì invece fosse durata qualche secondo in meno... Brutta partita, ma quel fallo da rigore di Borghese al 90’ , e il gol segnato da Piccolo, furono la prima vera mazzata in classifica. Addirittura peggio, passati alla gestione Festa, andò a Cagliari, giornata 16. Prima contro ultima e già le distanze cominciavano a essere consistenti. Il Como sorprende tutti e su un campo dove nessuno ha preso ancora nemmeno un punto gioca bene, e segna con Ganz al 4’ del secondo tempo. Un vantaggio tutt’altro che casuale, è questo il bello. E lì, rivai di illusione: perchè il Cagliari pareggia con Joao Pedro al 92’...

Avanti sino a La Spezia, quattro partite dopo. Como in vantaggio e rimontato, e non c’è notizia. C’è un po’ di fastidio, però. Perchè non ci fu nemmeno il tempo di provare a difenderlo quel vantaggio, firmato da Bessa. Quattro minuti e l’arbitro fischiò un rigore allo Spezia, per un fallo di mano di Cassetti quantomeno discutibile... E anche quando la fortuna ti dà un po’ una mano - vedi Livorno con un gol di Pettinari in posizione un po’ dubbia -, poi ci pensa un accanitissimo ex, Borghese, a pareggiare. Eppure anche in quell’occasione sarebbe potuta davvero andare meglio. Parliamo di Trapani, con il doppio vantaggio targato Pettinari-Ganz sciupato e perso a due minuti dalla fine, perchè il 2-2 arrivò all’88’?

E poi Como-Novara, vantaggio a un quarto d’ora dalla fine e Galabinov che pareggia nel giro di cinque minuti. O la bomba di Bacinovic per il pareggio del Lanciano. Latina, bella partita, gol di Ganz e il pari di Dumitru a dieci minuti dalla fine... Rimonte avversarie meritate, molte. Ma qualcuna davvero da mangiarsi le mani. Perchè un punto qua e un punto là la storia sarebbe cambiata. E parecchio.


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