Como, per mister Sabatini   la rimonta è una specialità
Mister Sabatini con il Padova fu protagonista di una rimonta storica

Como, per mister Sabatini

la rimonta è una specialità

Con il Padova nelle ultime sei giornate da 8° a 4°

Poi la vittoria dei playoff con la promozione in B

«I giochi non sono chiusi. Non è ancora tempo di game over». Nessuno come Carlo Sabatini può dirlo. Alla voce grandi rimonte il suo nome è scritto bello in grande.

Era il 2009, cinque anni fa. Una storia appassionante quella tra lui e il Padova. Al centro di questa vicenda c’è proprio una rimonta strepitosa. Quello che servirebbe qui, in questo momento. Perchè quello che Sabatini fu capace di fare in Veneto fu proprio portare la sua squadra ai play off per la serie B e vincerli. Sabatini era stato alla guida della squadra fino alla ventunesima giornata, quando addirittura fu esonerato. Al suo posto in panchina fu chiamato Attilio Tesser, per sole cinque giornate. In cui raccolse due vittorie, un pareggio e due sconfitte.

La dirigenza richiamò in panchina Sabatini, per le ultime otto giornate. Ma quelle decisive furono proprio le ultime sei. Ultime sei partite, come fosse oggi insomma. Il Padova era ottavo, la distanza dai play off, che allora giocavano le prime cinque, era di 6 punti, 7 punti dalla quarta posizione. Quindi una situazione più complicata di quella di oggi, anche perchè di mezzo c’erano più squadre.

Bene, quello che accadde fu l’unica cosa che può accadere per risalire la classifica. Vincere, vincere e ancora vincere. Da ottavi a poco più di un mese dalla fine i ragazzi di Sabatini vinsero cinque partite, una dietro l’altra. E pareggiarono l’ultima, che assicurò loro la quarta posizione. Una corsa che fu premiata nei play off, dove il Padova eliminò in semifinale il Ravenna, arrivato terzo, e la Pro Patria, arrivata seconda. «Non mi sentirete mai rassegnato, mai fino a quando c’è anche un minimo di possibilità. Sono fatto così di carattere. Figuriamoci se lo faccio ora, con una situazione ancora assolutamente ribaltabile. E lo dico perchè ci credo, non tanto per dirlo», ripete oggi il tecnico. Uno che se ne intende.


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