Ganz, suona il dischetto intonato «Rigori o no, un gol è sempre gol»
L’esultanza di Simoneandrea Ganz dopo il secondo rigore realizzato (Foto by Cusa)

Ganz, suona il dischetto intonato
«Rigori o no, un gol è sempre gol»

L’eroe della vittoria del Como sul renate felice di aver raggiunto Gabrielloni a quota 8

Aggancio riuscito. Simoneandrea Ganz ha raggiunto il compagno di reparto Alessandro Gabrielloni a quota 8 reti in campionato. E ora, chi la spunterà? Bella e avvincente questa sfida nella sfida per il titolo di capocannoniere del Como. Otto reti per Ganz, che è risalito grazie alla doppietta su rigore segnata domenica contro il Renate (ne ha tirati quattro dall’inizio dell’anno, segnandoli tutti), altrettante per Gabrielloni, ma senza tiri dal dischetto.

Ma per Ganz, come del resto ha sempre sostenuto, «un gol è sempre un gol, comunque lo si segni».

La conferma arriva dalla sua voce dopo la performance di domenica: «Sottoscrivo tutto, una doppietta su rigore vale tanto quanto due reti su azione. L’importante è che la palla rotoli in rete. È una cosa nuova – fa notare il bomber - tra i professionisti non mi era mai capitato di segnare due reti su rigore nella stessa partita. Gabrielloni? Certo, gli ho sportivamente fatto notare che l’ho raggiunto: abbiamo un grande rapporto, così come con Miracoli, e credo si veda anche in campo».

Sfide interne a parte, questi due gol sono stati determinanti per battere il Renate terzo in classifica.

Un’altra prova di come, molto spesso, il Como sappia esprimersi meglio contro le squadre di alta classifica: «È una vittoria che vale tanto, perché abbiamo battuto una squadra forte. Ci dà morale ed entusiasmo, ancora una volta abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela contro chiunque, “big” comprese, come è successo anche a Monza. Vincendo certe partite, la settimana successiva il lavoro sul campo è sempre migliore».

Per la prima volta quest’anno il Como è riuscito a battere il Renate, che in precedenza si era imposto in casa due volte, in Coppa e in campionato: «Non nego che ci fosse anche un po’ di spirito di rivalsa prima della partita, con i compagni se n’è parlato ripensando soprattutto alla gara di andata, in cui non avremmo meritato una sconfitta. Al di là delle rivincite, però, credo che sia stata una grande partita, magari non ricca di emozioni, che ci ha lasciato qualcosa di importante: sono convinto che stiamo aggiungendo qualcosa in più in tutti gli aspetti del gioco, specialmente in attacco. Nel girone di andata non sempre è successo».

Miglioramenti attesi anche in classifica, dove il Como è nono, ai margini della zona playoff: «Ci mancano a onor del vero quattro punti, ma io credo a un Como ancora un po’ più in alto. Crederci sempre è una mia prerogativa, con il supporto del lavoro e dell’entusiasmo: so bene cosa vogliano dire queste componenti, perché l’ho già vissuto proprio a Como nell’anno della promozione in B. Quindi, perché accontentarsi se si può puntare più in alto? Tra l’altro, ora la squadra gira meglio, stanno arrivando anche gol dai centrocampisti: ci sono tutti i presupposti per un grande girone di ritorno».

E, a questo punto, anche per la doppia cifra di Ganz in classifica marcatori, cosa che a Como gli è sempre riuscita nei suoi primi due anni: «Ora sono un giocatore diverso, più maturo, che gioca a tutto campo. Ma mi sta aiutando la grande fiducia che avverto attorno a me da tutto l’ambiente: avevo bisogno di ritrovare le sensazioni speciali che solo una partita può regalare».


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