Giosa: «Como, che bello
regalarti un gol»

La rete del difensore ha dato agli azzurri la vittoria ad Arezzo e tre punti imporrtantissimi

Calcio

Era il 16 di marzo, più o meno nove mesi fa. Quel giorno, in una nemmeno fortunatissima partita in casa contro l’Albinoleffe, Antonio Giosa segnò un gol, il secondo del campionato. Ma quella giornata fu l’inizio e la causa di uno dei momenti più brutti della sua carriera. Un infortunio grave a un rene, la paura di non sapere quando e come avrebbe potuto ricominciare. E fare magari un altro gol. Come quello importantissimo di sabato ad Arezzo.

Una specie di cerchio definitivamente chiuso, e nel migliore dei modi.

Sì, anche se per fortuna avevo già esorcizzato e lasciato alle spalle quei momenti. Per me fortunatamente quell’infortunio e tutto quello che ne è seguito sono diventati un capitolo già definitivamente chiuso quest’estate in ritiro, quando ho capito che ero tornato totalmente quello di prima».

Assoluto protagonista della stagione scorsa, come valuti te stesso e il tuo rendimento quest’anno?

«Sono soddisfatto, di me e della squadra. Felice di come stiamo andando, dei risultati che stiamo ottenendo e del gruppo con cui lavoro. Ottimo, professionalmente e umanamente. Sto benissimo».

E così, ecco l’idea di provare a fare gol... Un’ottima idea visto l’esito.

«Fosse per me, l’idea di segnare l’ho avuta spesso, anche prima di Arezzo. Sono situazioni che proviamo abitualmente, siamo preparati. Nel caso di Arezzo, poi, sapevamo che loro stessi hanno fatto diversi punti sfruttando questo tipo di situazioni,. quindi ci siamo preparati a una partita di questo tipo sia in fase difensiva che offensiva. Grazie al nostro “stratega” dei calci piazzati, il mister Moreno Greco. E grazie ai piedi di Beppe Le Noci che certo facilitano...».

Due gol, sinora, dai difensori. Uno di Curti a Sassari e il tuo ad Arezzo.

«E sono un po’ pochi, dovremmo forse provarci un po’ di più considerato che in difesa siamo anche tutti buoni saltatori... Mi riprometto di farne altri, quello di Arezzo non sarà l’unico».

Leggi l’intervista completa ad Antonio Giosa su La Provincia di martedì 9 dicembre

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