Il cuore dei tifosi del Como Altra lunghissima trasferta
I tifosi del Como al San Vito Marulla di Cosenza (Foto by ER)

Il cuore dei tifosi del Como
Altra lunghissima trasferta

A Cosenza una presenza significativa a conferma del grande attaccamento

Il San Vito è stato sempre un campo nemico per il Como, che una sola volta in casa del Cosenza è riuscito a fare punti. Proprio nell’ultima sfida disputata in Serie B, nel settembre di venti anni fa (1-4), con i lariani che al termine di quella stagione si affacciarono anche in Serie A. Il bilancio ha poi sempre sorriso ai rossoblù di casa, fino all’ultima gara giocata in ordine cronologico, quella del 2015 in Coppa Italia Serie C.

Nell’atto finale della manifestazione, il Cosenza vinse sia all’andata al Sinigaglia che al ritorno in casa proprio contro i lariani, vincendo per la prima volta il trofeo. Tanto rammarico per il Como all’epoca, prima di ritrovarsi ieri sera in una serata comunque speciale per i colori rossoblù, proprio sotto gli occhi della società lombarda.

Dopo due anni, infatti, il Cosenza ha ritrovato i suoi ultras, finora rimasti all’esterno dello stadio per le misure anticontagio – considerate troppo restrittive – che non permettono di riempire lo stadio al massimo della capienza. La cornice della sfida in notturna e il ricordo della finale di Coppa Italia con il Como, però, hanno fatto sì che lo stadio abbia avuto una cornice adeguata, sempre in linea con le restrizioni imposte dalla normativa vigente in tema di Covid-19. Il club rossoblù ha ridotto i prezzi dei tagliandi nelle due curve e in Tribuna A. C’è stato grosso tifo nelle Curve, con gli ultras di casa presenti in Curva Nord con lo striscione “COSENZA”. Anche il gruppo Anni Ottanta è tornato allo stadio, in quello stesso settore.

Non sono rimasti a guardare i tifosi del Como, che in una serata infrasettimanale si sono spinti fino alla Calabria in una delle trasferte più lunghe dell’anno, per la terza di fila. Il calendario non è stato di certo benevolo: dopo Crotone e Lecce, altro giro al Sud. Nelle prime due era andata bene, chissà se non siano stati spinti dal proverbio “Non c’è due senza tre”. Circa un centinaio i coraggiosi, i quali si sono fatti sentire nello spicchio di stadio loro riservato. Un gruppo compatto, rigorosamente dietro lo striscione “COMO 1907”.


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