La voglia di Cassetti  «Como, eccomi qui»

La voglia di Cassetti

«Como, eccomi qui»

Una storia importante alle spalle ma un gran desiderio di scendere in campo con la sua nuova maglia

Pagine piene da sfogliare con emozione, e ora una nuova da riempire con i colori del Como. Poco meno di vent’anni di calcio da professionista, vissuti con la voglia di non finire mai. Perchè quello che ha portato Marco Cassetti al Como è proprio questo, la voglia di non finire di fare il calciatore fino a che ci riuscirà.

Viene da chiedersi che c’entri tu con il Como. E cosa ci fai qui.

«Spero di giocare, faccio quello che non ho ancora voglia di smettere di fare. Svernare? No, non mi passa nemmeno per la testa. Avrei smesso se non fossi certo di poter fare bene ancora il calciatore. Del resto la mia è stata una scelta ponderata, su cui ho avuto modo di riflettere bene. E la affronto con molta convinzione».

Una categoria che hai frequentato all’inizio della tua carriera, essendo tu cresciuto nel Lumezzane. Il Como sinora per te era stato solo un avversario di quei tempi...

«Un avversario forte di quei tempi, sì. Fine anni 90. Tra l’altro giocavano con me, in quel Lumezzane, giocatori che a Como conoscete bene. Parlo di Brevi, Taldo, Boscolo, Brizzi. Arrivammo in finale play off, purtroppo la perdemmo contro la Pistoiese...

».

Poi il Como in B, e pure in A, ci è andato qualche anno dopo. Tu invece il salto l’hai fatto subito.

«Dopo un altro anno al Lumezzane, in cui ci salvammo ai play out, il salto al Verona. Fantastico l’impatto con una grande piazza e con la serie A. Tre anni in cui ci fu la grande delusione della retrocessione, ma resta un’esperienza indimenticabile. Malesani è stato uno degli allenatori che mi hanno insegnato di più. Con lui c’era Bicio (Paese, ndr), come preparatore dei portieri. È stato un piacere ritrovarlo qui».

Verona, Lecce, Roma. Tre grandi piazze ad alta pressione ma anche tre ambienti molto diversi tra di loro,

«Assolutamente diversi, sì. Anche se in comune hanno il fatto di “mangiare calcio” tutti i giorni. Tifoserie calde, che danno tantissimo e chiedono tantissimo. Esperienze forti, anche umanamente».

E il primo impatto con il Como?

«Ottimo. La squadra mi sembra forte. Sinora non ho seguito la Lega Pro, non so quindi se c’è qualcuno più forte di noi. Ma so che noi lo siamo. Non vedo l’ora di giocare».

L’intervista completa a Marco Cassetti su La Provincia di venerdì 23 gennaio


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