Ludi: «Como, non è escluso che si debba giocare ancora»
Carlalberto Ludi, ds del Como (Foto by Cusa)

Ludi: «Como, non è escluso
che si debba giocare ancora»

Intervista al direttore sportivo azzurro, fresco di riconferma

La definizione dello staff, il campo in sintetico, le prime riflessioni sul mercato. Il calcio è fermo in campo, ma non sulla scrivania di Carlalberto Ludi, sempre più braccio operativo di un progetto che punta a un salto di qualità in tutti gli ambiti. La sua conferma nel ruolo di ds del Como non a caso è arrivata prima di tutto il resto.

Ludi, una conferma che non è stata una sorpresa, o no?

No, però è un bel segnale di fiducia. Sono molto soddisfatto di quello che è stato fatto in questi mesi, abbiamo lavorato tanto e ancora lo stiamo facendo. E’ un grande orgoglio per me lavorare in una piazza come Como, e con questa proprietà. E’ uno stimolo continuo.

Allora, cominciamo dalla cosa più difficile. Il presente.

Siamo qui in attesa. Noi ragioniamo in termini di sistema, ed è in questo senso che abbiamo espresso l’idea di sospendere, e tuttora pensiamo che riprendere sia molto difficile. Ma ci atterremo a quello che sarà deciso, il Como se dovrà farlo si attrezzerà per tornare in campo. Ma parliamone tra qualche giorno.

Più facile allora pensare al futuro. Ipotizziamo male se vediamo Banchini in panchina e Gattuso suo secondo?

Nessuna dichiarazione ufficiale per il momento. Banchini in ogni caso ha ancora un anno di contratto e quella è la direzione, con Jack abbiamo parlato e lo sapete. Fate voi le ipotesi, per ora. Sullo staff in generale stiamo ancora lavorando, un aspetto che in particolare vogliamo migliorare è lo scouting.

Parliamo della squadra. Per quanto il futuro sia ancora incerto sui tempi, che cosa esattamente significa, nei vostri piani, ’fare uno step in più’ come dite sempre?

Non faremo il Monza, per intenderci. Pur avendo la possibilità di spendere continuiamo a credere di dover costruire per gradi. Abbiamo investito su un blocco consistente di giocatori in cui crediamo, e opereremo dei rinforzi.

Miglioramento, quindi, ma non rivoluzione.

Assolutamente no. Cinque o sei giocatori in più, se vogliamo quantificare in linea di massima, anche se chiaramente è presto per dire qualsiasi cosa.

Quasi tutti sono sotto contratto, ci sono però nomi importanti in prestito, come Ganz, Peli, ma anche Lanini e Cicconi.

Loro e Bianconi, poi c’è Zanotti in scadenza. Sono tutte situazioni da valutare con le loro società di appartenenza, cosa che non possiamo fare ora. Direi che il più facile da trattenere potrebbe essere Peli, che qui con noi è cresciuto molto ma deve fare ancora qualche passo in avanti e credo che per l’Atalanta lasciarlo qui potrebbe andare bene. Su tutti loro, tra l’altro, ancora va stabilito come ci si debba comportare se si torna in campo visto che i contratti scadono a fine giugno.

A proposito di tempistiche, la nuova stagione si aprirà il primo settembre. Tecnicamente cosa significa, che non si può andare in ritiro prima? Settembre diventa quello che sinora è stato luglio?

Molto dipende anche dal fatto se si giocherà o meno per quanto sì, la stagione sportiva inizierà a settembre. Dal primo giugno a fine agosto si possono depositare i contratti preliminari, volendo credo che si possa anche cominciare la preparazione. Ma non possiamo dirlo ora.

C’è un altro aspetto che le sta molto a cuore per la nuova stagione, il campo sintetico al Sinigaglia.

Assolutamente sì, la ritengo una priorità. Per tanti motivi. Innanzitutto ci consentirebbe di far allenare lì la prima squadra, trasformando davvero lo stadio nella “casa del Como”, uno spazio solo nostro. E poi potremmo lavorare su un terreno sempre ottimale, con il vantaggio di conoscere meglio il nostro campo. Ho provato io stesso la differenza quando giocavo a Novara, pur avendo il centro di Novarello ci allenavamo quasi sempre allo stadio.

In che tempi si riuscirà?

Spero velocemente, da parte del Comune abbiamo la massima disponibilità.

La casa del Como al Sinigaglia non contrasta con l’idea di un centro sportivo di proprietà?

No, anche se su questo dovrebbe parlare Gandler. In ogni caso quello è un progetto che richiede tempi più lunghi. In ogni caso, al Lambrone noi ci siamo trovati molto bene.

Ci sarà più spazio per i giovani, quindi. A proposito, novità sul settore giovanile?

Da quest’anno avremo anche una squadra in più. Sono molto contento del lavoro del nostro vivaio, non avevo dubbi sulle qualità di Centi. Che ha centrato quello che era per me l’aspetto fondamentale, la scelta giusta degli allenatori. L’anno scorso siamo partiti un po’ in ritardo, non avevamo molte possibilità di scelta dei ragazzi, ma era fondamentale non sbagliare gli adulti. Ed è un ottimo staff, da quest’anno cureremo ancora di più anche l’aspetto psicologico nella crescita dei ragazzi.

E poi c’è un contorno a cui tenete molto e darete ancora più spazio.

Le iniziative sociali. Abbiamo in mente tanti progetti, per esempio con le scuole. E proseguiremo con tutto quello che già abbiamo avviato, con i ragazzi disabili e altre realtà. È un aspetto a cui teniamo tantissimo e anche su questo fronte stiamo continuando a lavorare, con idee nuove. È un modo importante per coinvolgere e fidelizzare il territorio facendo qualcosa di socialmente utile.


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