Ludi: «Gatto? Resta al 100% Il Como ha visione e progetti»
Carlalberto Ludi (Foto by Cusa)

Ludi: «Gatto? Resta al 100%
Il Como ha visione e progetti»

Si racconta il direttore generale del club azzurro

Il centro sportivo di Mozzate sarà la nuova casa del Como, ma anche un importante punto di riferimento con uffici, palestra e, chissà, in un futuro anche appartamenti a uso foresteria. Aggiudicarselo all’asta è stato un passo fondamentale nella crescita della società, un segnale importante sulla serietà del progetto cominciato con l’acquisizione del club nell’aprile del 2019, quando il Como era ancora nell’anonimato della serie D.

Il direttore generale della società, Carlaberto Ludi, ha spiegato i progetti e le motivazioni dell’acquisizione all’asta - avvenuta lo scorso martedì - della struttura di Mozzate, per un cifra vicina al milione di euro.

Cosa rappresenta per il Calcio Como questo investimento?

È un messaggio importante che diamo alla città e ai nostri tifosi, è un’ulteriore conferma della profondità e della stabilità del progetto legato al Calcio Como.

Come si è arrivati proprio a Mozzate?

Non era mistero che cercassimo da tempo un centro sportivo: ci avevamo provato con l’asta per Orsenigo, abbiamo trovato Mozzate: è un’area più grande ed è un contesto che risponde in pieno alle nostre esigenze e aspettative. È una scelta che, tra l’altro, si inserisce nel solco della storia del Como, tra le prime società in Italia che si dotarono di un centro sportivo di proprietà.

È un rimpianto Orsenigo?

Ci abbiamo provato. Ma abbiamo rinunciato a quell’area anche dopo l’asta, non abbiamo trovato un accordo per l’affitto con l’aggiudicatario del centro.

Come mai si è scelto di investire su una struttura già pronta, anche se da sistemare, e non sulla realizzazione di un centro ex novo?

Perché fondamentalmente ci farà risparmiare del tempo. Non c’era una grande offerta di centri sportivi, inoltre praticamente non esistono terreni destinati ad uso sportivo. Avremmo dovuto attendere, da parte delle amministrazioni locali, le variazioni d’uso e i tempi sarebbero stati lunghi. In questo modo pensiamo di aver trovato un buon compromesso: contiamo di poter entrare a Mozzate entro dodici mesi.

Cosa trovate a Mozzate?

Un’area di quasi 36 mila metri quadrati, su cui insistono due campi a 11, due tribune, un’abitazione, un bar-ristorante e una palazzina con un’area funzionale per palestra e alcuni locali che, verosimilmente, possono diventare uffici.

Un anno prima di entrare a Mozzate: avete già idea di come ristrutturare il centro?

Ora studieremo cosa fare, con un progetto più preciso. Il potenziale è evidente: sogniamo un terzo campo a 11 e ci potrebbe essere spazio per un ulteriore campo a 7. Ora che siamo sicuri che la struttura è nostra, possiamo immaginare cosa potrebbe diventare. Anche adibire alcuni locali per la foresteria è plausibile. Ma per ora siamo nel campo delle ipotesi.

Sarà un centro per tutto il Como, dalla prima squadra in giù?

L’obiettivo è che diventi la casa di tutte le nostre squadre. Per l’anno prossimo, invece, saremo ancora a Bregnano con la prima squadra e il femminile e al Lambrone con i giovani.

Como in B e un nuovo centro: i tifosi lo vedono come un segnale di serietà, in un progetto a lungo termine.

Segnali ne mandiamo tanti, da tempo: io in questa società ho sempre visto e anche oggi vedo visione e progettualità. I bei discorsi però devono lasciare il posto alla concretezza e questa acquisizione è un segnale concreto. Ogni mossa della società è ispirata al bene dal club: tutto è fatto con oculatezza e logica, con rispetto delle potenzialità e del denaro stesso. Da questa società non vedrete mai operazioni spregiudicate: si fa tutto ciò che è possibile in termini tecnici e organizzativi e nell’ottica di aumentare il valore della società stessa.

Altra mossa di queste ore, il matrimonio con Accademia Como per la cura dell’attività di base. Come è stato possibile?

È stato un passo che ci è stato proposto da loro e l’abbiamo molto apprezzato. Con loro abbiamo condiviso gli spazi di Bregnano e abbiamo appurato la qualità del lavoro che svolgono da molti anni: è una realtà che nasce come costola del Como, tornare insieme è stato naturale. Accompagneremo gli atleti nel loro percorso, grazie a formatori e allenatori che sceglieremo noi: la direzione tecnica sarà completamente nostra. Anche il Ceo Wise ha avuto il piacere di conoscere i loro responsabili, insieme abbiamo convenuto che la mancanza dell’attività di base fosse un vuoto che andava colmato.

L’1 luglio comincia ufficialmente il mercato del Como, ci sono anticipazioni?

Come già dichiarato, confermo che arriveranno 8-10 giocatori nuovi e che allestiremo una squadra che saprà competere nella nuova categoria.

E Gatto ci sarà?

Ho letto le indiscrezioni, un po’ mi fanno sorridere. Gatto resterà al Como al 100%, anche in virtù del contratto che lo lega al Como per il prossimo anno.


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