Pettinari, quando il gol è amaro  «Segno e mi diverto, però...»
Trapani - Como (Foto by Creazioni Editoriali)

Pettinari, quando il gol è amaro

«Segno e mi diverto, però...»

Un buon inizio della sua avventura nel Como, anche se i gol non sono bastati per vincere

Due trasferte, due gol segnati. Purtroppo per il Como, anche due pareggi subìti in rimonta. Ma il minibilancio al Como di Stefano Pettinari, arrivato in prestito a gennaio dalla Juventus dopo sei mesi passati a Vicenza, non può che essere positivo. In quattro partite disputate ha colpito due volte. Lunedì sera, dopo il gol realizzato a Livorno due settimane prima, Pettinari si è ripetuto a Trapani realizzando un gol bello e potenzialmente importante. Anche se alla fine non è andata come il Como a un certo punto aveva sperato. «È stato bravissimo Marconi a rientrare e crossare con il destro: avrei potuto colpire di testa, ma il mio marcatore mi stava strattonando. Così ho deciso di provare la sforbiciata, ed è andata bene. E sono sicuro che se avessi mancato il pallone, l’arbitro avrebbe fischiato rigore, perché la trattenuta era troppo evidente».

Bene per lui, ma non benissimo per il Como, tornato da Trapani solo con un punto. Così come era tornato con un solo punto anche da Livorno due settimane prima: «C’è davvero grande rammarico, perché questi due gol avrebbero potuto regalarci quattro punti in più. Stavolta brucia doppiamente, perché sul 2-0 pensavamo di aver chiuso la partita e con due punti in più ci saremmo avvicinati al gruppo di squadre che ci precede». In quattro partite disputate contro Perugia, Livorno, Vicenza e Trapani ha già superato il minutaggio nel Vicenza accumulato in undici presenze nel corso del girone di andata: 239 minuti a nel Como contro i 231 disputati in biancorosso. Tutta un’altra vita, per un attaccante che aveva anche bisogno di ritrovare confidenza con il gol: «Ora a Como ci sono altre condizioni, la situazione è completamente differente. A Vicenza ho giocato poco, qua ho la possibilità di mettermi in concorrenza per un posto in squadra. Ed è tutto diverso quando si avverte la fiducia di compagni, allenatore e società. Ma non ho ancora fatto nulla: dobbiamo salvarci, poi penserò ai bilanci personali».


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