Questo è un Como da dieci e lode E ora scatta l’operazione-vetta
Massimiliano Gatto, a destra, cannoniere del Como (Foto by Cusa)

Questo è un Como da dieci e lode
E ora scatta l’operazione-vetta

Ennesimo risultato positivo per gli azzurri, sempre più secondi

Dieci risultati utili consecutivi, cinque vittorie nelle sei partite con Gattuso in panchina. Il Como non ha più perso dopo la sconfitta casalinga con la Pro Vercelli, partita peraltro in cui più o meno metà rosa era ancora sotto l’effetto del Covid, quindi fortemente condizionata.

E in queste dieci gare positive ben sette sono state vittorie. Non è ancora lo stesso passo del Renate, che ha una gara in più ma che è comunque arrivato a una serie positiva di dodici partite vincendone nove. Ma il confronto diretto di lunedì prossimo potrebbe assolutamente riequilibrare la situazione e avviare definitivamente il testa a testa per il primato.

Del resto, il girone di andata si è concluso per tutti, tranne che per Como e Alessandria: ma se il Renate è l’indiscussa regina per numero di vittorie, gol fatti e gol subìti, il Como ha già in tasca un primato per questa prima metà di stagione. Ed è un dato confortante in vista della trasferta di domani, perchè nessuno ha fatto meglio del Como fuori casa, con 19 punti e 18 reti segnate in otto partite.

Anche più dello stesso Renate. Un primato che nessuno più può insidiare pur mancando ancora una trasferta, un particolare che diventa fondamentale soprattutto adesso che anche al Sinigaglia il Como ha ritrovato il passo vincente.

Tutto volge al bello, insomma. Anche il fatto che nelle ultime due partite il Como non abbia preso gol, cosa che in questi ultimi due turni è riuscita solo alla Pro Patria e proprio all’Alessandria, ovvero le due migliori difese del campionato.

Altro passo avanti, altro aspetto in cui il Como sta migliorando, perchè non prendere gol per due partite di seguito era riuscito solo una volta sinora, a cavallo tra il cambio di panchina, in casa con il Piacenza e la gara successiva a Sesto, la prima di Gattuso. Ma non erano state due vittorie.

Insomma, mentre ad Alessandria tira anche qualche vento di contestazione contro l’allenatore, da questa parte le premesse sono decisamente diverse.

E aver vinto anche due partite in cui c’è stato anche bisogno di soffrire, con il Livorno prima di Natale e l’altro giorno con il Novara, hanno evidenziato aspetti di solidità e grinta che hanno mostrato un Como più maturo e completo di prima.

Il che non rende comunque meno difficile una sfida che da anni accalora particolarmente i due ambienti, e in cui spesso il Como ha avuto la meglio in momenti cruciali: dalla vittoria in trasferta nella finale playoff che portò il Como guidato da Di Chiara in C1 nel 2009, partita burrascosa con risse, espulsioni e uno schiacciante successo comasco per 0-2, alla vittoria del 2014 grazie a una rete di Giosa alla terz’ultima giornata, uno scontro diretto che lanciò il Como verso il trionfante cammino nei playoff fino alla promozione in serie B ed estromise di fatto l’Alessandria dalla corsa verso la B.

Il Moccagatta, insomma, ha sempre portato bene al Como quando il risultato contava davvero. E non sono mai state sfide banali, né tantomeno semplici. Come evidentemente non lo sarà quella di domani pomeriggio, che ha un valore enorme per entrambe: per l’Alessandria è una possibilità fondamentale per poter ancora sperare di lottare per il vertice, per il Como è la carta per portarsi a due punti dal Renate e vedere la vetta a un passo.


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