Acqua, previsti altri aumenti in bolletta: «Servono per ripianare gli investimenti»

Lereti Dalla fattura di settembre e per cinque anni: per un utente medio 2,28 euro al mese. L’ad Torelli: «Quegli interventi oggi ci consentono di far fronte alla grave crisi idrica»

Quindici milioni di euro di investimenti da recuperare. Nelle bollette dell’acqua: dalla prossima, in arrivo a settembre (che conterrà anche le quote dei mesi precedenti, a partire da gennaio) e per i prossimi cinque anni, fino cioè al 31 dicembre 2026.

C’è di che preoccuparsi, in tempi in cui l’energia è alle stelle, la benzina fuori controllo e persino il carrello della spesa scala le cime dell’inflazione? Non proprio. Cioè: sì, visto che tutto aumenta e alla fine il carico sulle famiglie è gravoso. Ma nello specifico il rincaro mensile in bolletta per un utente medio comasco (consumo di 86metri cubi all’anno) sarà di 2,28 euro al mese, circa 27 euro all’anno, 135 nel quinquennio.

«Abbiamo spalmato l’importo su cinque anni anziché su tre per dare agli utenti la possibilità di rateizzare»

«Non sottovalutiamo l’impatto sul borsellino, soprattutto in questo momento - avverte Pierpaolo Torelli, ad di Lereti, l’azienda controllata da Acsm Agam che gestisce il servizio idrico per Como, Cernobbio e Brunate - Per questo abbiamo deciso di spalmare l’importo su cinque anni anziché su tre e di dare la possibilità a tutti gli utenti di chiedere la rateizzazione senza interessi nè mora».

La nuova componente tariffaria, approvata da Arera, l’autorità che regola le tariffe, dopo un’istruttoria di tre anni (Lereti aveva chiesto di rientrare in una cifra superiore al doppio) andrà a ripianare uno squilibrio finanziario - atto dovuto in base al principio del recupero dei costi - dovuto soprattutto a due voci: la gestione dell’impianto di potabilizzazione che si trova nella caverna sotto il Baradello e l’abbattimento della dispersione idrica.

La crisi idrica

«La caverna - spiega Torelli - è quella che oggi, a fronte di una crisi idrica senza precedenti, permette a Como, Cernobbio e Brunate di non avere problemi nell’approvvigionamento dell’acqua - che peschiamo nel lago a 40 metri di profondità - mentre in altre realtà se non siamo al rifornimento con le autobotti poco ci manca... Quanto alla dispersione idrica, cioè alle perdite nella rete, siamo passati dal 2016 al 2021 dal 26,6% al 16,5, e da 285 interventi all’anno sulle strade nel 2015 ai 92 di oggi. Con tutto quello che questo comporta in termini di salvaguardia della risorsa, minori costi e, non ultimo, impatto sulla viabilità e sul traffico».

La quota da recuperare, a carico delle 16mila utenze dei tre comuni lariani, ammonta più o meno a 31 centesimi al metro cubo. Verrà applicata in modo lineare, non a scaglioni, quindi tutti pagheranno in proporzione ai consumi ma senza incrementi nel costo per metro cubo. Pagheranno tutti i punti di fornitura attivi al 31 dicembre 2020, «indipendentemente dalla presenza e dallo stato del contatore».

Le scadenze

Le convenzioni fra l’azienda e i comuni di Como, Brunate scadranno rispettivamente nel 2026 e nel 2028, quella con Cernobbio è scaduta nel 2019 ed è in corso la transizione verso la gestione di ComoAcqua, la società che gestisce il servizio idrico integrato in tutto il resto della provincia di Como. A passaggio perfezionato, sarà il nuovo gestore a fatturare la componente tariffaria fino al 2026 e verserà la quota corrispondente a Lereti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA