Campione, chiude il Banco alimentare   «Troppi da aiutare, ci pensi lo Stato»
Con la chiusura del casinò e Campione è sempre più crisi nera

Campione, chiude il Banco alimentare

«Troppi da aiutare, ci pensi lo Stato»

L’iniziativa di volontariato da alcuni mesi sosteneva 250 famiglie del paese

Che nella ricca (almeno sino a poco tempo fa) enclave di Campione d’Italia esista da mesi un banco alimentare per aiutare circa 250 famiglie a fare tre volte a settimana la spesa è già una notizia.

La novità è che questo servizio vicino agli ex lavoratori della casa da gioco e agli anziani con le pensioni tagliate chiude per protesta alla fine di luglio.

«È così, chiudiamo perché Campione d’Italia è ignorata da tutti ed è venuto il momento di dire basta – racconta Rosi Bianchi, la volontaria referente del banco alimentare – bisogna protestare, la gente cominci a bussare alla porta del Comune, chieda allo Stato, agli enti che dovrebbero garantire i diritti essenziali anche alla nostra comunità. Il nostro banco altrimenti finisce per diventare una scusa, serve solo da cuscinetto, media una crisi che ha distrutto un paese assai speciale da ormai un anno».

Il banco ha sede in un piccolo locale affacciato su una piazzetta secondaria.

Nell’immaginario di tutti un abitante di Campione d’Italia non ha certo bisogno del banco alimentare. Eppure in questo caso la realtà supera la fantasia

I quasi cinquecento dipendenti del Casinò, oltre ai cento del Comune, hanno per decenni beneficiato di stipendi generosi in un enclave che aveva molte concessioni rispetto al resto del territorio italiano.


© RIPRODUZIONE RISERVATA