Campione e lo stop al fallimento  Salmoiraghi: «Si riapra il Casinò»
Una roulette campionese: l’impegno ora è quello di riuscire a fare riaprire i battenti alla casa da gioco

Campione e lo stop al fallimento

Salmoiraghi: «Si riapra il Casinò»

Entusiamo per la decisione della Corte d’Appello che annulla la sentenza comasca. L’ex sindaco: «C’era un piano che è stato ignorato, quindi ci sono delle responsabilità gravi»

All’indomani della sentenza della Corte d’Appello che ha annullato il fallimento del Casinò di Campione d’Italia deciso a luglio dal tribunale di Como, l’enclave ha voglia di riaprire subito la casa da gioco. In paese però c’è anche tanta rabbia per sette mesi di crisi che hanno messo in ginocchio l’intera comunità.

«Fossi ancora sindaco prenderei le chiavi e riaprirei il Casinò – commenta Roberto Salmoiraghi, l’ex primo cittadino di Campione d’Italia – perché il fallimento a questo punto non è mai esistito e perché la casa da gioco è nostra, è del Comune».

«È vero che possono ancora arrivare dei ricorsi e che i debiti fatti in passato restano - aggiunge - . Però c’era un piano di rientro pronto quest’estate che il commissario liquidatore non ha firmato. Le responsabilità sono gravi. Hanno chiuso e svenduto tutto in fretta. Adesso, alla luce della sentenza, è difficile chiedere scusa e lavarsi le mani come niente fosse».

L’ex vice sindaco Alfio Balsamo arriva a ipotizzare un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale, le perdite della casa da gioco chiusa da luglio si aggirano intorno ai 40 milioni di euro. «Siamo comunque soddisfatti – dice Balsamo – perché è passata la nostra linea con il ricorso da noi presentato».

«Fra i tanti motivi di reclamo sollevati dai ricorrenti – commenta Alessio Butti, l’onorevole di Fratelli d’Italia da sempre vicino al caso campionese - la Corte ha ritenuto meritevole di attenzione soprattutto quello sulla garanzia del diritto di difesa che non è stato riconosciuto di fatto al Casinò. Ora bisogna di capire di chi sono le responsabilità. Spero che il governo faccia scelte chiare e precise per restituire ai lavoratori non solo la legittima occupazione, ma anche la dignità professionale in una azienda capace di fare utili».

«La sentenza della Corte è l’ennesimo episodio eccezionale di una vertenza complicata – dice Vincenzo Falanga, segretario della funzione pubblica Uil del Lario – non è facile comprendere quali effetti pratici la scelta dei giudici produrrà su un Casinò chiuso da mesi, con i 482 lavoratori già licenziati. La giustizia ha tempi diversi, la politica deve occuparsi di questo territorio martoriato». Al presidio i cittadini campionesi stanno preparando nuove manifestazioni di piazza.


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