Casinò di Campione chiuso
«Persi 12 milioni in due mesi»

Ammontano a tanto gli incassi mancati dopo il fallimento dichiarato il 27 luglio. Il governo non intende intervenire e c’è scontro politico anche in Valle d’Aosta sulla crisi di Saint Vincent

A due mesi esatti dalla chiusura del Casinò i mancati incassi stimati dalla casa da gioco ammontano a 12 milioni e 600mila euro, con un migliaio di famiglie coinvolte nella crisi. È un bel tesoretto quello che Campione d’Italia, e gli italiani, non hanno incassato dal giorno del fallimento del Casinò sancito dal tribunale di Como lo scorso 27 luglio.

Siamo al 29 settembre e a ieri, dopo una montagna di parole, il Casinò è ancora chiuso. Buona parte di questi incassi sono volati in Svizzera: la concorrente casa da gioco di Lugano nel 2018 ha registrato un +32%, introiti pari a 29 milioni di franchi, ovvero 25 milioni e mezzo di euro.

Ma senza Casinò è anche l’intera comunità campionese ad essere rimasta a bocca asciutta: per 482 ex dipendenti è stata avviata la procedura di licenziamento, 86 funzionari del Comune, su un totale di 102, sono stati dichiarati in esubero, le speranze per i sindacati possono restare accese non oltre la metà di novembre, poi i posti di lavoro non potranno più essere salvaguardati.

Altri 43 lavoratori delle cooperative esterne che gravitavano attorno alla casa da gioco sono già stati messi alla porta, si calcola che 180 persone nelle altre imprese e nelle altre attività campionesi abbiano chiuso baracca e burattini. In totale sono circa mille famiglie travolte dal fallimento della casa da gioco e dal dissesto del Comune.

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