Ex Map, si ritrovano 23 anni dopo  In 140 tra amarcord e solidarietà
Foto di gruppo all’Ancora: il pranzo ha radunato 140 dipendenti della Map, che negli anni d’oro aveva raggiunto i 600 lavoratori

Ex Map, si ritrovano 23 anni dopo

In 140 tra amarcord e solidarietà

I dipendenti dell’azienda di Casnate, che ha cambiato nome nel 1997, hanno pranzato all’Ancora. Il ricavato devoluto alla stessa cooperativa di Lurate: «Siamo orgogliosi di aver lavorato qui»

Il luogo di lavoro, se vissuto nella giusta dimensione, può diventare un’occasione di aggregazione, rispetto e condivisione di valori, che possono rimanere impressi nonostante il passare degli anni.

La dimostrazione è la rimpatriata di 140 ex colleghi di una storica azienda del territorio che domenica si sono ritrovati per un pranzo alla cooperativa sociale “L’Ancora” di Lurate Caccivio. Un evento benefico per ritrovarsi e per sostenere la cooperativa che si occupa di persone con disabilità.

In tanti hanno così aderito all’evento in ricordo della Map Spa (Medicali e Articoli Parafarmaceutici) che fino alla fine del 1997 – oggi la realtà produttiva è ancora presente ma con un nuovo nome – ha occupato il complesso industriale di Casnate con Bernate.

La fabbrica, oggi come allora, è nota a livello internazionale nella produzione di articoli parafarmaceutici e di automedicazione, distribuiti con il noto marchio divenuto famoso al grande pubblico anche attraverso una pubblicità rimasta nella storia: quella in cui una bambina un po’ timorosa che alla fine di un’iniezione formulava la famosissima frase «...già fatto?».

La rimpatriata intitolata “quelli della MAP ancora” è nata dall’idea di alcuni dipendenti, tutt’ora operativi, con l’obiettivo di ritrovarsi assieme ai colleghi di un tempo, quelli con cui non ci si vedeva da anni, quelli con cui sono stati condivisi momenti di lavoro, di tempo libero, di amicizia, ma anche di amore, visto che dall’incontro sul posto di lavoro sono nati anche dei matrimoni. Tutto, insomma, in una sorta di ritrovo di quell’azienda che ha visto tra gli anni Ottanta e Novanta anche la presenza di 600 dipendenti. Di questi 140 hanno aderito all’iniziativa promossa da Viviano Rizzato, Fausto De Cesero, Norma Bianchi e Ivo Andreini.


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