Grandate, il don chiama i candidati  «Venite in chiesa a parlare con i ragazzi»
Il sagrato della chiesa di Grandate dove alla sera i ragazzi bivaccano

Grandate, il don chiama i candidati

«Venite in chiesa a parlare con i ragazzi»

Roberto Pandolfi convoca i tre aspiranti sindaco: «Vi aspetto una sera in modo da dialogare con i giovani che urlano, bivaccano e fanno caos proprio sul sagrato»

Campagna elettorale entra nel suo clou, il 26 maggio si vota per il rinnovo del consiglio comunale, ed i tre candidati al ruolo di primo cittadino questa settimana hanno ricevuto un invito circa l’attività a cui vorrebbero dedicarsi dal 27 maggio.

È don Roberto Pandolfi a formulare un’interessante proposta ed a mettere sul piatto in tema importante e di non facile trattazione, quello dei “Giovani e illusioni”. Il parroco lunedì scorso ha tirato in ballo proprio i tre candidati a sindaco che, lo ricordiamo, sono Alan Albonico, Alberto Peverelli e Marilinda Sala.

«Che cosa stanno facendo le persone di Grandate per questi ragazzi e queste ragazze, oltre a brontolare perché disturbano schiamazzando e bestemmiando e giocando a calcio ed esibendosi in rumorosissimi motoraduni durante le funzioni religiose - quelle serali, ovviamente, perché quelle mattutine, per gente che gioca a calcio fino a mezzanotte e oltre, sono proibitive?».

«O perché riducono il sagrato della chiesa e il prato sottostante ad un porcile, con rifiuti di ogni tipo, o perché rompono i vetri della chiesa o perché fanno dei disegnini con il pennarello indelebile sulla facciata? - s’interroga il parroco – Mi sembra che il mondo degli adulti rimanga sostanzialmente estraneo a quello dei giovani. Ci si guarda da lontano, ci si giudica e si cerca di frequentarsi il meno possibile, forse per non far vedere all’altro le proprie debolezze».

Ed ecco la proposta: «Credo, però, che il mondo degli adulti debba fare ancora un po’ di strada. A partire da chi avrà la responsabilità di guidare il paese di Grandate. E credo che uno dei compiti più importanti del nuovo sindaco sia quello di pensare ai giovani. Incontrandoli, prima ancora di fare iniziative per loro, magari venendo, verso le 22, sul sagrato della chiesa, a parlare con loro per rendersi conto di che cosa pensino, di che cosa parlino con i loro genitori, di quali argomenti stiano trattando a scuola, di quali ideali abbiano nella vita, a vedere e ammirare le loro moto e la portentosa capacità di rumore che hanno».


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