«Il nostro sciopero   per salvare Campione»
Una delle proteste dei dipendenti

«Il nostro sciopero

per salvare Campione»

I dipendenti del Comune, senza stipendio da febbraio, si sono astenuti per protestare contro gli 86 esuberi «Ne servono almeno 65 per poter offrire i servizi ai cittadini»

Per “salvare” Campione d’Italia servono almeno 65 dipendenti comunali. Ieri e oggi i lavoratori del municipio, senza stipendio da febbraio, hanno indetto sciopero, la partecipazione sfiora il 100%. La protesta vuole cercare di salvaguardare i posti di lavoro a fronte degli 86 esuberi decisi dall’estate. Senza questi funzionari, dei 102 totali ad oggi nell’organico del Comune di Campione d’Italia, al paese non potranno essere riconosciuti dei servizi essenziali e sarà impossibile riaprire la casa da gioco. Così almeno dicono i sindacati ed anche gli amministratori locali.

Le norme nazionali però dicono che per 1900 abitanti, tanti sono i residenti campionesi, bastano non più di 16 dipendenti in municipio. «La precedente amministrazione comunale aveva presentato uno studio, costruito da un ente terzo, secondo cui a Campione d’Italia con il Casinò servivano almeno 65 dipendenti in municipio – spiega Vincenzo Falanga per la funzione pubblica della Uil di Como – potrebbe essere un ragionevole numero minimo da cui ripartire per garantire i servizi minimi alla cittadinanza».

E ancora: «Dei 65 dipendenti comunali stimati dal piano – commenta Alessandra Ghirotti per la funzione pubblica della Cgil Como – occorre pensare che una trentina sono i controllori del Casinò, il personale del Comune che deve vigilare sulla regolarità del gioco d’azzardo. E dunque 35 funzionari in municipio sono sì una base ragionevole per un Comune che con la casa da gioco ha milioni e milioni di visitatori».

Dal 10 di novembre il personale in esubero verrà messo in mobilità e dovrà quindi accettare il trasferimento presso altri enti italiani. «Abbiamo chiesto una deroga vista l’eccezionalità di Campione e del suo Casinò» dice Nunzio Praticò per la funzione pubblica della Cisl .

L’articolo completo su La Provincia di venerdì 9 novembre


© RIPRODUZIONE RISERVATA