«Io, mamma di un baby gangster  Sono stata la prima a denunciarlo»
Controlli delle forze dell’ordine ai Portici Plinio, una delle zone di “caccia” delle baby gang comasche (Foto by butti)

«Io, mamma di un baby gangster

Sono stata la prima a denunciarlo»

Maria, madre di uno dei ragazzi al Beccaria: «Ora è in carcere, ha ripreso la scuola. Nessuno mi ha mai aiutato»

La signora Maria è la mamma di uno dei ragazzini finiti in carcere la scorsa settimana con l’accusa di avere fatto parte di una baby gang molto attiva, negli ultimi mesi, in città. Lavora in un centro commerciale, e con il marito vive tra Rebbio e Camerlata. Una gran fatica a sbarcare il lunario, come tanti.

«Vorrei che scriveste che mio figlio non è stato abbandonato, che io e suo padre non abbiamo mai smesso di stargli vicino» dice la signora, determinata a respingere l’etichetta della madre assente. Rivendica di averlo denunciato per prima, raramente trovando qualcuno disposto a darle una mano.

Quel suo ragazzo, 15 anni compiuti da poco - lo chiameremo Matteo per tutelarne l’anonimato, un obbligo di legge nel caso di minori - era già stato arrestato lo scorso ottobre per un furto in un box di via Leoni e subito trasferito in una comunità in provincia di Pavia. La scorsa settimana, consegnandogli l’ordine di arresto emesso dal tribunale dei minori, la polizia lo ha trasferito nel carcere minorile di Milano.

«Aspetto ancora di poterlo incontrare - spiega sua madre a una settimana dal fermo -. Ho anche telefonato, ma per ora non mi ci fanno parlare. Però l’avvocato mi ha detto che va a scuola, e questo è un bene».


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