Laura, dall’abisso  a una vita tra i fiori  «Don Aldo mi ha salvata»
Don Aldo Fortunato

Laura, dall’abisso

a una vita tra i fiori

«Don Aldo mi ha salvata»

Di tutto, eroina, cocaina, psicofarmaci, finché Laura entra, tramite il SerT, nella struttura La Costa della cooperativa sociale Arca, a Fino Mornasco

Di tutto, eroina, cocaina, psicofarmaci, finché Laura entra, tramite il SerT, nella struttura La Costa della cooperativa sociale Arca, a Fino Mornasco.

«Era il 2002, avevo 25 anni, l’impatto non è stato bello. Ti senti un po’ in gabbia perché arrivi da un mondo selvaggio - Laura srotola il filo dei ricordi con voce serena e sicura -. Sei tu contro tutti e l’astinenza è qualcosa che non auguro a nessuno».

Inizia un lavoro su se stessa, accompagnata dagli operatori nella difficile ricostruzione di una personalità andata in pezzi. Attorno a lei storie pesanti, vissuti difficili da districare senza la pretesa di risolverli. Nessuno offre soluzioni magiche, ma confronti, momenti di psicoterapia di gruppo, strumenti per capire perché nel carattere di ognuno si innescano dinamiche che portano a comportamenti distruttivi. Don Aldo aveva un approccio paterno, riconosceva tutte le persone dell’Arca, le storie personali, anche se in tanti hanno attraversato le diverse strutture, e aveva un grande rispetto per ognuno.

«Il fatto che fossi atea non ha mai costituito una difficoltà nel nostro rapporto» spiega Laura. È un lavoro di squadra. Irma Missaglia all’epoca è direttrice e Laura la ricorda come una persona straordinaria, un punto di riferimento. A tutti vengono dati i mezzi, ma ognuno deve saperli usare per capire come diventare più forte, per riconoscere le proprie difficoltà e affrontarle. «Ero arrivata debole, demotivata e senza obiettivi - continua Laura -, sono rimasta a La Costa per due anni. La sensazione di sentirmi in gabbia si è dissolta quando ho instaurato un rapporto con Irma e don Aldo e il momento di svolta c’è stato durante uno degli incontri mensili con tutti gli operatori. Qual giorno don Aldo mi ha parlato, cogliendo diretto nel segno. Poche parole. In quell’istante mi sono sentita capita, accolta come in famiglia e non ho avuto più timore: potevo farcela. Ancora oggi ci ripenso e tengo presenti quelle parole, come promemoria».
A Muggiò, nella chiesa in cui fu parroco, tanti hanno voluto portare l’ultimo saluto a don Aldo Fortunato, scomparso all’età di 87 anni.


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