8 settembre: l’inglese che si salvò fuggendo in Svizzera
Il maggiore Tony Dobson con Nellie Homberger, conosciuta a Arosa nel 1945 e poi diventata sua moglie

8 settembre: l’inglese che si salvò fuggendo in Svizzera

A 72 anni dall’armistizio alcuni scritti fanno emergere la vicenda del maggiore Tony Dobson. È descritta nel museo aperto in cima al Bisbino dai coniugi Edera di Cernobbio. «Raccontiamo la nostra terra»

A 72 anni dall’armistizio dell’8 settembre 1943, un evento che ha sconvolto la storia d’Italia e ha dato luogo a una recrudescenza della repressione nazifascista, emerge una nuova storia collegata ai passaggi clandestini tra i monti del Lario verso la Svizzera con punto di riferimento rappresentato dal Bisbino.

Graziella e Franco Edera - che, nel ricordo del figlio Andrea, hanno costituito in vetta un museo con testimonianze delle migrazioni e soprattutto degli eventi degli ultimi anni della Seconda guerra mondiale - hanno acquisito una nuova testimonianza sul passaggio di ebrei, ufficiali delle forze alleate, perseguitati politici tra Moltrasio, Cernobbio, Carate Urio e il versante svizzero della Valle di Muggio.

Una storia davvero singolare

La storia del maggiore inglese Tony Dobson, che ha trovato la salvezza nel villaggio ticinese di Cabbio, è davvero singolare.

«A luglio, una delle testimonianze ha meritato attenzione, firmato da una signora inglese, ma scritto in francese. La signora metteva in evidenza il fatto che suo marito, il maggiore Tony Dobson, nell’ottobre 1943 era fuggito dalla guerra e aiutato da passatori italiani, che spesso operavano disinteressatamente, aveva trovato rifugio in Svizzera passando da Moltrasio con risalita del versante fino al sentiero che allora univa Bugone e Murelli per poi accedere al Bisbino. Nello scritto seguivano gli indirizzi della figlia in Svizzera e del figlio in Inghilterra».

LEGGETE l’ampio servizio su LA PROVINCIA di MARTEDÌ 8 settembre 2015


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