Mondelli, il grazie della famiglia  «Non è mai stato lasciato solo»
Filippo Mondelli con la famiglia: papà Guido, la sorella Elisa e mamma Monica

Mondelli, il grazie della famiglia

«Non è mai stato lasciato solo»

Cernobbio, il messaggio inviato dai genitori e dalla sorella di Filippo, scomparso a 26 anni

«Filippo si è sempre sudato tutto, forse anche questo momento. Ha smesso di soffrire, ma non possiamo dire che ora sia felice lassù. Lui era felice qui, aveva ancora tante cose da portare a termine, tante da inventare, tante da sudare sì, ancora, ma altrettante di cui essere soddisfatto».

Sono passate due settimane da quando Filippo Mondelli non c’è più, eppure si fa ancora fatica a credere che sia così. L’ex campione del mondo di canottaggio cernobbiese è stato strappato da una malattia ad appena 26 e ieri la sua famiglia ha trovato la forza di ringraziare tutti.

«Ancora a metà tra realtà e fantasia, con queste parole desideriamo restituire almeno una parte della vicinanza che abbiamo sentito stretta attorno a Filippo e a noi - hanno scritto mamma Monica, papà Guido e la sorella Elisa - è impossibile rispondere a tutti senza dimenticare qualcuno, ma allo stesso tempo è impossibile dimenticare ogni pensiero, ogni parola, ogni gesto che non solo in questi giorni, ma da molto tempo, continuiamo a ricevere. Filippo in questi mesi non è mai stato lasciato solo: dai compagni di barca agli amici d’infanzia, dagli allenatori ai dirigenti, dai colleghi ai superiori, dai medici agli infermieri ai fisioterapisti di Como e Bologna, da chi l’ha conosciuto di sfuggita a chi l’ha compreso nel profondo. Non solo in paese, ma da ogni parte d’Italia. Sono stati sentimenti veri, parole sincere, espressione di quello che lui era, speranze convinte, aiuti concreti. Curiosità e banalità non hanno avuto la minima voce nel silenzio che è risuonato autentico nell’ora più dura».

E proseguono. «Lui è sempre stato soddisfatto dei suoi traguardi, che fossero le Olimpiadi o le sue galline. Sentire tanto affetto attorno a noi, come avere tante piccole grandi famiglie pronte a sorreggerci, rende possibile pensare a un domani. Proprio pensando al domani di altri ragazzi come Filippo, vogliamo che ogni gesto in suo ricordo sia convogliato in qualcosa di concreto, non in struggenti manifestazioni di rimpianto. C’è bisogno ancora di tanta ricerca per evitare che questa malattia così particolare ci strappi qualcun altro, per questo vi chiediamo di trasformare ogni lacrima, ogni fiore, ogni annuncio in fondi a sostegno di @beatitrowing. Nel ringraziarvi, uno per uno, sappiamo che Filippo lascerà in ciascuno di voi un segno profondo».

È possibile dare il proprio contributo a “Beat It Indoor Rowing Onlus” con Iban IT89L0873501600049000490934, per aiutare la ricerca a combattere la malattia che si è portata via Filippo.

(Daniela Colombo)


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