Nuovo forno ad Albate        «Quasi 4mila mezzi in più»
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Nuovo forno ad Albate

«Quasi 4mila mezzi in più»

Palazzo Cernezzi ha inviato 10 pagine di osservazioni al piano - Dal documento emerge che l’ultima parola spetterà al consiglio comunale

Como

Dalle ripercussioni sul traffico all’impatto ambientale, passando per gli odori e arrivando alle emissoni. Il Comune di Como chiede una serie di chiarimenti ad Acsm-Agam in merito allo studio per la realizzazione della terza linea del forno inceneritore e lo fa con una relazione di dieci pagine inviata nelle ultime ore dal dirigente del settore Pianificazione Urbanistica iuseppe Ruffo a Regione Lombardia, Provincia di Como, Comuni di Casnate e Grandate e ancora al ministero dello Sviluppo economico, Enel Terna, Agenzia delle Dogane, Enav, Enac e Acsm-Agam Ambiente.

Dal documento emerge innanzitutto il fatto che sarà il consiglio comunale (che ha appena istituito una commissione speciale sull’argomento) ad avere in qualche modo l’ultima parola, visto che dovrà votare un “procedimento unico”(non una variante urbanistica vera e propria, ma un atto necessario in relazione al Pgt per l’esatta denominazione dell’area dove dovrebbe sorgere la nuova opera). Lo scrive lo stesso dirigente di Palazzo Cernezzi e, durante la commissione, lo ha sottolineato il presidente Mario Gorla . Questo significa che, in ogni caso, l’aula consiliare dovrà dire la sua sulla terza linea del forno. Non solo passaggi tecnici, quindi, ma anche politico.

In particolare tra le osservazioni puntuali con relativa richiesta di chiarimenti alla società, c’è quella relativa ai volumi di traffico. «Si ipotizza - si legge a pagina 8 - un incremento di traffico di circa 3.996 automezzi all’anno derivanti dall’attivazione della terza linea, oltre ai già 15.400 automezzi derivanti dall’impianto di selezione rifiuti da raccolta differenziata preesistente. Non risultano invece documentati i volumi di traffico generati dalle linee attuali prima e seconda». E contestualmente vengono anche richiesti effetti sul traffico delle principali direttrici utilizzate dalle quattro province che utilizzeranno la nuova linea per conferire i rifiuti a Como. Il dirigente fa anche osservazione sia sull’impatto ambientale dell’opera, sia sugli odori e, a riguardo, chiede approfondimenti sulle possibili emissioni derivanti dai fanghi trasportati sugli automezzi.

«Oltre alla descrizione del sito, si rileva solo un cenno all’obiettivo del progetto ed alla scelta localizzativa –scrive ancora Ruffo – nessun paragrafo sulle opzioni e alternative progettuali che costituiscono la base per una corretta valutazione della scelta operata». E subito dopo aggiunge: «Nella descrizione dell’obiettivo generale del progetto non si rileva alcun riferimento all’analisi del quadro delle esigenze del territorio. Tale analisi è fondamentale per far ben comprendere gli obiettivi generali da perseguire attraverso la realizzazione dell’intervento, i fabbisogni territoriali e collettivi posti a base dell’intervento proposto».

Nel frattempo, come detto, la commissione speciale entro l’inizio di febbraio si esprimerà ufficialmente con una relazione che arriverà in consiglio comunale, dopo aver già mandato una serie di quesiti al sindaco Mario Landriscina e all’assessore all’Ambiente Paolo Annoni . Gli stessi uffici del settore Pianificazione urbanistica potrebbero formulare ulteriori richieste.

Dalla società Acsm-Agam fanno sapere, attraverso l’ufficio stampa, che risponderanno « a tutte le questioni sollevate dal Comune nelle sedi opportune, quindi nel consiglio».


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