Rapinarono un ufficio postale
Arrestati dopo un anno di indagine

I carabinieri arrestano un uomo di Como e uno di Blevio

Rapinarono un ufficio postale Arrestati dopo un anno di indagine

Sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una rapina a mano armata (pistola) avvenuta all’ufficio postale di Castelli Calepio, in provincia di Bergamo, nel mese di febbraio del 2021. Il bottino fu di circa mille euro.

Per quell’episodio di violenza, i carabinieri della compagnia di Bergamo coadiuvati dai colleghi del Comando provinciale di Como, hanno dato esecuzione alle prime luci dell’alba di ieri, a una ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse – per tutti uguali – di rapina, ricettazione (di un motorino usato per il colpo che è risultato rubato) e porto d’arma da fuoco, pistola che non è stata ritrovata.

Nei guai sono finiti un uomo di 51 anni residente a Como, e un uomo di 52 anni di Blevio. I due avrebbero agito con un terzo complice straniero, 43 anni, originario del Kosovo e residente a Cavenago. Furono due i rapinatori a fare irruzione nell’ufficio postale, con il volto coperto dal casco e dalla sciarpa e con in mano (uno dei due) una pistola. Il bottino, come detto, fu di circa mille euro e i rapinatori scapparono poi in sella ad uno scooter che i carabinieri ritrovarono e che era stato rubato nel Milanese. I militari dell’Arma, tuttavia, acquisendo le immagini delle telecamere della zona riuscirono a risalire al percorso di arrivo e di fuga dello scooter, notando che poco dietro c’era sempre una stessa auto quasi a proteggere i malviventi e fornire supporto. E proprio dall’analisi di questa vettura (non rubata) e del suo numero di targa, i carabinieri sono riusciti a ricostruire il quadro accusatorio che ha portato a chiedere e a ottenere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita all’alba di ieri mattina.

I due sospettati nelle prossime ore potranno difendersi di fronte al gip, fornendo la loro versione

Nel corso delle perquisizioni domiciliari, i militari avrebbero rinvenuto indumenti ritenuti essere compatibili con quelli usati nel giorno della rapina, raccontati dalle testimonianze dei presenti e visionati sempre con l’aiuto delle telecamere.

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