Rubò a un invalido, ricorso respinto Per l’avvocato si apre la porta del carcere
Grande appassionato di motonautica, Alberto Pascali, 52 anni, è stato campione italiano categoria endurance (Foto by archivio)

Rubò a un invalido, ricorso respinto
Per l’avvocato si apre la porta del carcere

La Cassazione conferma i 4 anni di carcere inflitti per peculato nei confronti di Alberto Pascali, molto conosciuto in città, campione di motonautica, accusato di essersi impossessato di circa 140mila euro

La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso presentato contro la condanna a 4 anni di carcere inflitta dalla corte d’Appello di Milano per il reato di peculato nei confronti dell’avvocato comasco Alberto Pascali.

La definitiva conferma della sentenza schiude per Pascali le porte del carcere: paga, l’avvocato, anche l’entrata in vigore del cosiddetto decreto “Spazzacorrotti”, il ddl anticorruzione approvato giusto a gennaio, che esclude i condannati per reati contro la pubblica amministrazione dalla possibilità di accedere a pene alternative a quella detentiva. Prima che varchi le soglie del Bassone bisognerà comunque che la corte d’Appello emetta il decreto esecutivo, che ancora non c’è. Questione di giorni, o di ore.

La storia suscitò a suo tempo una certa eco, anche perchè l’avvocato, 52 anni, in città è piuttosto conosciuto, e non solo per la sua attività forense. Grande appassionato di motonautica, è stato campione italiano endurance e ha corso nel campionato europeo. Nell’ottobre del 2015 fu condannato, in primo grado, con l’accusa di essersi appropriato del denaro di Roberto Floccari, un giardiniere di Fino Mornasco invalido al 100% dal dicembre del 2002, folgorato da una scarica elettrica mentre lavorava alla potatura di alcune piante in un giardino di Fino.

Pascali fu nominato suo tutore legale e tale rimase fino a quando, nel 2011, una delle sorelle del giardiniere sollevò i primi dubbi sulla gestione dei conti correnti intestati al fratello. La guardia di finanza scoprì che il tutore aveva utilizzato, per fini propri, circa 400mila euro.

L’avvocato restituì poi circa 260mila euro, mentre per i restanti 140 fu condannato a una pena detentiva di quattro anni e mezzo, poi ridotti a quattro in appello.


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