Tre mesi divisi da una rete  «Ho riabbracciato i nipoti»
I bisnonni Michele e Maria sono stati i primi ad arrivare da Balerna per vedere dopo tre mesi la nipote Marica e le pronipoti Vera e Anna

Tre mesi divisi da una rete

«Ho riabbracciato i nipoti»

Nonni e bisnonni abitano a Balerna, a otto chilometri dal confine

I parenti a Maslianico. Ieri si sono ritrovati: «Una giornata emozionante»

Anche loro in questi tre lunghissimi mesi hanno utilizzato il piccolo valico pedonale di Roggiana - che collega la ticinese Vacallo con Maslianico - per un saluto a distanza, finendo immortalati nell’immagine simbolo pubblicata martedì da “La Provincia” (li si nota sulla sinistra della foto).

Ieri dopo tre mesi vissuti all’insegna del distanti, ma vicini sull’asse Maslianico-Balerna - Comune ticinese distante soli 8 chilometri dal confine - mamma Marica Gallo (e con lei papà Fabrizio Giansante) con le piccole Vera e Anna, che abitano a Maslianico, hanno potuto riabbracciare non solo i nonni materni Salvatore e Concetta Gallo, ma anche i bisnonni Michele e Maria - 84 anni portati con piglio deciso lui, 79 lei -, tutti residenti a Balerna.

Il via libera dell’Italia alla riapertura delle frontiere - “Frontiera aperta a metà”, ha titolato ieri il nostro giornale, considerato la Svizzera ha deciso di allinearsi solo in minima parte alla decisione italiana - ha permesso di sbloccare la delicata questione dei ricongiungimenti familiari, con il Governo di Bellinzona che domenica pomeriggio ha precisato: “Niente quarantena per chi rientra in Ticino dopo essere stato in Italia”.

I bisnonni Michele e Maria sono stati i primi a varcare il confine. «Sono stati tre mesi difficilissimi. Io ho la doppia cittadinanza, ma dall’inizio della pandemia non ho più potuto varcare il confine - racconta Marica Gallo - La tecnologia sicuramente ha contribuito a ridurre le distanze. Ma i nonni e ancor prima i bisnonni non vedevano l’ora che si riaprissero le frontiere. Il valico di Roggiana, anche se chiuso, è stato un riferimento importante almeno per un saluto a distanza. Ci tenevamo a parlarci a quattrocchi».

Un momento davvero atteso, per l’intera famiglia: «E persino difficile descrivere l’emozione che hanno provato i miei nonni prima e i miei genitori poi nel rivederci, a cominciare dalle adorate nipotine. Davvero mai avrei creduto che pur vicini, non ci saremmo potuti incontrare così a lungo a causa delle frontiere chiuse». (Marco Palumbo)


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