Aggiustò le carte dell’incidente del figlio  Condanna confermata per la poliziotta
La sentenza di primo grado risale allo scorso mese di novembre (Foto by archivio)

Aggiustò le carte dell’incidente del figlio

Condanna confermata per la poliziotta

Tre anni e quattro mesi all’ex dirigente medico della questura di Como - Fece ricadere la responsabilità su un automobilista. Sconto per l’agente che compilò i verbali

Non fa sconti la corte d’appello di Milano, che conferma le sentenze inflitte in primo grado dai giudici del tribunale di Como all’ex dirigente medico della questura di viale Roosevelt Angela Napolitano, a suo marito Andrea Montella e all’allora vicecomandante della polizia stradale di via Italia Libera Gian Piero Pisani. Usufruisce di uno sconto il solo agente Mauro Basso: da due anni, a un anno e otto mesi, per calunnia.

La vicenda è nota: siamo nei mesi a cavallo tra il mese di novembre 2013 e l’autunno successivo, quando la procura della Repubblica di Como (pm Massimo Astori) indaga su una serie di irregolarità nella gestione del compartimento comasco della Polstrada (è l’indagine che condurrà poi alla “decapitazione” del reparto e all’arresto di comandante e vice).

Gli inquirenti incappano nella storia di un incidente avvenuto a Brunate, il giorno in cui, il 9 novembre 2012, un automobilista titolare di una patente speciale - a causa di un problema a una gamba che non gli ha comunque impedito di guidare senza difficoltà per quarant’anni filati, fino a quel giorno - si trova davanti tre ragazzini che scendono da una discesa in bicicletta. Uno dei tre gli si va a schiantare sul cofano dell’auto. È il figlio della dottoressa della questura.

Secondo l’accusa, e a questo punto anche secondo i giudici della corte d’Appello, la madre si prodigò con il collega Pisani, vice responsabile della Stradale, per aggiustare le carte in modo da far figurare che la responsabilità dell’accaduto ricadesse per intero sul conducente del veicolo. La donna fu condannata per falso, calunnia e abuso d’ufficio alla pena di tre anni e quattro mesi, Pisani ne rimediò due e otto, il marito della dottoressa se la cavò con due anni di condanna. Tolto l’agente Basso, di cui si è detto, le altre condanne sono state riconfermate.

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