Alta tensione al centro migranti  Tutto per sette cellulari rubati
Il centro per l’accoglienza di via Regina Teodolinda l gestito da Caritas e Croce rossa

Alta tensione al centro migranti

Tutto per sette cellulari rubati

Intervento della polizia per riportare la calma tra i profughi. Tre di loro denunciati a piede libero per furto, restituiti i telefoni

Como

Alta tensione l’altro pomeriggio all’interno del centro migranti gestito da Caritas, Cri e prefettura in via Regina Teodolinda. Secondo quanto ricostruito in queste ore, la polizia - per l’esattezza alcuni agenti del reparto celere di servizio alla stazione di Como San Giovanni - sono dovuti intervenire all’interno del centro per riportare la calma al culmine di una brutta mezz’ora di discussioni. La tensione - senza che per fortuna nessuno passasse alle vie di fatto, anche se a quanto pare c’è mancato poco -, la tensione è salita in seguito alla sparizione di sette telefoni cellulari, di proprietà di altrettanti ospiti che agli agenti hanno subito indicato i sospetti. Si trattava, e si tratta, di tre migranti, due originari del Gambia, uno della Nuova Guinea (uno dei tre è anche componente la folta pattuglia di ospiti minorenni del centro), che i poliziotti hanno caricato in auto e trasferito in questura, anche per sottrarli alla rabbia degli altri, nel tentativo, riuscitissimo, di riportare la calma. I telefoni sono stati recuperati pochi minuti più tardi, al termine di un rapido interrogatorio concluso con l’unico esito possibile, e cioè la denuncia a piede libero per furto nei confronti dei tre. La restituzione della refurtiva è coincisa con l’immediato ritorno della calma.

Episodi di questo tipo si verificano con una certa regolarità, ma va anche detto che la gestione della sicurezza funziona: polizia e carabinieri sono sempre riusciti a riportare la calma evitando degenerazione potenzialmente pericolose. Peraltro, proprio in questi giorni, il prefetto Bruno Corda ha avuto modo di rispondere alle richieste di chiarimento avanzate dal consiglio comunale promuovendo di fatto la formula del centro: «La dimensione - ha detto - è stata commisurata alle esigenze di una presenza temporanea, finalizzata ala definizione delle procedure relative ala possibilità di accesso alle misure di accoglienza previste per i richiedenti asilo e per coloro i quali hanno diritto alla “relocation”».

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