Attrezzi non a norma e niente acqua calda  Campo Coni, il solito disastro
Pezzi di vecchi materassi sono stati cuciti insieme per consentire agli atleti di allenarsi

Attrezzi non a norma e niente acqua calda

Campo Coni, il solito disastro

Da mesi le società aspettano un intervento e senza gara d’appalto gli atleti devono “riciclare” - Recuperati anche i vecchi materassi, ma non basta

Como

Era attesa già in autunno dello scorso anno la fornitura delle nuove attrezzature per l’atletica, a completamento della riqualificazione effettuata. Sembrava cosa fatta ma, a distanza di mesi, non è ancora arrivata la gara d’appalto e, di conseguenza, anche l’omologazione manca.

Così, al campo Coni di via Canturina, continuano a esserci gli ostacoli malmessi, i problemi alla struttura del salto in alto e i pali del salto con l’asta piegata anni fa da una tromba d’aria.

Non solo: gli atleti sono stati costretti a rimontare i vecchi “tappetoni”, in teoria destinati a essere buttati e sostituiti perché sfondati. Ma, non arrivando quelli nuovi, si è dovuto fare di necessità virtù, rimettendoli al loro vecchio posto. Anche a bordo pista s’intravede l’erba sotto la barra bianca, segno che la sigillatura, in alcuni punti, non è stata fatta a regola d’arte.

Inoltre, gli spogliatoi femminili non godono di ottima salute: i muri sono vecchi, ammuffiti e dalle docce non scende l’acqua calda. Il campo Coni, con un ritardo non indifferente, ha riaperto in parte a metà agosto dello scorso anno ed è stato, invece, inaugurato a metà ottobre.

I lavori erano già stati assegnati nell’aprile 2017 e sarebbero dovuti iniziare a giugno, ma, dopo diversi rinvii, sono cominciati ad agosto dello stesso anno. Per l’intervento era previsto un finanziamento per il 50% a carico della Regione, ma il Comune, pur ammesso alla graduatoria, non risultò assegnatario del contributo: la giunta precedente decise in ogni caso d’andare avanti. Nello specifico, gli interventi previsti comprendevano il rifacimento della pista di atletica ad anello e delle pedane del salto in alto, lungo, triplo e con l’asta, lancio del giavellotto, del disco e del martello. Accanto a queste, erano previste opere di completamento come la segnaletica orizzontale delle piste (3500 metri) e la sistemazione della cordonatura perimetrale interna mobile in alluminio. Sono state sistemate pure alcune reti. Viste le esigenze delle società sportive, così aveva fatto sapere il Comune, era stata chiesta all’impresa e al direttore dei lavori la consegna anticipata. Non fanno parte dell’ appalto da 600mila euro, invece, gli spogliatoi, i servizi, la biglietteria e le altre infrastrutture.

Le associazioni e le società si sono più volte rapportati con il Comune, chiedendo un intervento. «Abbiamo la somma a disposizione – conferma l’assessore allo Sport Marco Galli – insieme con il funzionario definiremo gli acquisti delle attrezzature entro fine luglio». Le attrezzature sono essenziali per chiedere l’omologazione, necessaria per svolgere alcune competizioni come, per esempio, gli “assoluti”, così da validare i risultati e gli eventuali record. Sarebbe però un peccato non averla per una struttura appena rifatta. Ma, più passa il tempo, più la pista si deteriora.

Sulle docce dello spogliatoio femminile, l’assessore ai Lavori pubblici Vincenzo Bella assicura s’interverrà quanto prima, «compatibilmente con gli interventi programmati nelle scuole e negli impianti sportivi».


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