Battelli spazzini fermi  La burocrazia litiga  e il lago resta sporco
COMO Il battello spazzino dell'Amministrazione Provinciale ormeggiato nei pressi della diga foranea (Foto by Carlo Pozzoni)

Battelli spazzini fermi

La burocrazia litiga

e il lago resta sporco

Il mezzo della Provincia all’Autorità di Bacino. Il presidente: «A Como non puliamo». Magatti: assurdo. Villa Saporiti:«Non più competenti». Fermi i due natanti

Due battelli spazzini entrambi fermi. Per motivi diversi e con il lago che, dall’inizio dell’anno, non viene più pulito da nessuno (se non dagli uomini di Aprica che cercano di recuperare il materiale da terra).

Due battelli all’ancora

Il mezzo storico in uso all’amministrazione provinciale, Bat Spaz, è stato dato in comodato dall’ente di via Borgovico all’Autorità di Bacino che, però, da prima dell’estate a oggi - da quanto si apprende - non l’ha mai utilizzato. Non solo. Il presidente dell’Autorità Luigi Lusardi dice a chiare lettere che, in estrema sintesi, che «il mezzo quando sarà necessario si muoverà, ma non nel territorio del Comune di Como, che si deve organizzare autonomamente». E ancora: «Finora non si è mosso perché non c’è stata necessità, ma io intervengo solo nell’ambito dell’Autorità di Bacino e il Comune di Como non ne fa parte. Non abbiamo alcuna convenzione e, quindi, non pulisco. Palazzo Cernezzi dopo averci interpellato con riunioni e appuntamenti disdetti all’ultimo minuto, non ha deciso cosa fare. Quello che facevano prima, e quindi la pulizia all’interno della diga, era un loro accordo con la Provincia. Per il resto, quindi anche davanti a Villa Olmo o Villa Geno, noi non abbiamo competenze. Perché dobbiamo pulire noi? Io lavoro grazie alle entrate dei Comuni e Como, non essendo consorziato, non paga nulla. Pulisco solo da Cernobbio in su». Il secondo mezzo, Spazzello, in uso invece da anni a Palazzo Cernezzi, è attraccato (dopo essere stato riparato perché affondato) alla diga foranea, ma nessuno può usarlo. Il Comune ha infatti restituito le chiavi a Villa Saporiti alla scadenza della convenzione, lo scorso 31 dicembre e non ne è stata sottoscritta una sostitutiva. E quindi? Il Comune ha già chiesto di poter tornare ad utilizzare il mezzo, ma senza le carte firmate, è impossibile.

Ieri la presidente della Provincia Maria Rita Livio, ha chiarito dicendo: «Le uscite del battello spazzino non competono più a noi, avendo dato i nostri mezzi in comodato d’uso gratuito all’Autorità di bacino e avendo approvato all’unanimità nell’ultimo consiglio provinciale (23 febbraio, ndr) la modifica del programma provinciale di tutela degli ambienti lacustri e fluviali. Per quanto riguarda la convenzione con il Comune di Como, scaduta nel giugno 2015, ci siamo dichiarati disponibili a dare in concessione il battello spazzino, ma senza nessuna contribuzione di spesa».

Magatti: «È sconcertante»

Dal canto suo l’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi Bruno Magatti alza ancora una volta la voce: «Mi fa piacere - ha detto - che la Provincia sia disponibile a procedere così come la giunta del Comune di Como ha proposto vista l’inerzia di tutti. La questione di chi sia la competenza è interna a loro. Io faccio notare che se per il Comune di Como l’urgenza prevalente è quella estetica e d’immagine, esiste anche un problema di sicurezza per la navigazione su tutto il lago. I tronchi possono danneggiare le eliche dei mezzi, così come già accaduto». Magatti se l’è presa anche con Lusardi: «Mai il battello in uso al Comune è andato oltre la diga. Non esiste che i cittadini di Como si devono far carico della raccolta e dello smaltimento del materiale che discende da pendici e materiali. È evidente un conflitto di competenze che non può permanere: continueremo a sollecitare per chiedere un intervento. Noi ci stiamo muovendo da mese, capisco che ad altri non interessi, ma almeno si preoccupino della sicurezza. È sconcertante».


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