Beffa pedaggio, la rivolta dei comaschi
Il primo lotto della tangenziale di Como lungo appena 2,4 chilometri che, ad Albate, finisce nel nulla

Beffa pedaggio, la rivolta dei comaschi

L’assessore regionale Cattaneo innesta la retromarcia sulla gratuità del primo lotto, promessa già da tempo. Il sindaco: «Chiederò spiegazioni a Fontana». Turba: «Uscita fuori luogo, ora chiarezza». Fermi: «Diano certezze»

Le parole dell’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo sulla gratuità del pedaggio del primo lotto («la strada ipotizzata di azzerare il pedaggio attraverso l’accordo con Anas mi sembra più problematica») hanno creato una sollevazione bipartisan per contestare il dietrofront su una promessa fatta dall’ex presidente Roberto Maroni, ma anche dall’attuale governatore Attilio Fontana (in un’intervista a La Provincia aveva dichiarato: «Mi sono battuto come sindaco, continuerò a farlo, se verrò eletto, come presidente della Regione per fare in modo che le due tangenziali di Como e di Varese diventino gratuite perché penso sia impensabile pagare» e poi aveva più volte confermato l’impegno, anche dopo il voto).

«Non ho elementi che vanno in controtendenza rispetto al progetto presentato da Maroni, non so se Cattaneo ne abbia degli altri - commenta Alessandro Fermi, presidente del consiglio regionale - In settimana chiederò spiegazioni all’assessore Terzi (ha la delega alle Infrastrutture, ndr)». Poi conclude dicendo: «L’eliminazione del pedaggio era uno degli impegni presi e si deve lavorare in quella direzione».

Oggi è in programma anche la riunione del tavolo della competitività e di certo verrà affrontato il tema. Duro il sottosegretario regionale Fabrizio Turba: «La Pedemontana non è una soluzione facile per cui che ci voglia tempo per arrivare al completamento era noto. Il presidente Fontana è una persona di parola e a me non interessa un mese più o in meno, ma so che farà di tutto per mantenerla».

Poi però se la prende con Catteneo: «Cattaneo è assessore all’Ambiente e spero che si occupi di quello». Deciso a bussare direttamente alla porta del numero uno regionale anche il sindaco Mario Landriscina: «Parliamo di un tema importantissimo per la città su cui c’era stato un impegno forte, poi dilazionato. Cercherò di approfondire perché è necessario che si faccia chiarezza».

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