Chiuso il centro migranti di via Regina
Da lunedì via i container. Esulta Salvini

Il ministro dell’Interno e il sottosegretario Molteni: «Dalle parole ai fatti» Ci vorranno diversi giorni per sgomberare lo spazio dai moduli abitativi

Il centro di via Regina è stato ufficialmente chiuso e gli ultimi migranti (meno di una decina) sono stati trasferiti in altre strutture. Le associazioni che si occupano di marginalità e il centrosinistra avevano chiesto di mantenerlo per ospitare senzatetto e persone in difficoltà.

Da lunedì (in caso di maltempo le operazioni slitteranno di una settimana) inizieranno le operazioni di smantellamento delle strutture noleggiate dalla Prefettura di Como due anni fa.

Sulla chiusura del centro di via Regina, aperto nel settembre di due anni fa, è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «È la conferma - ha detto - che passiamo dalle parole ai fatti». Il centro era arrivato ad ospitare fino a 370 migranti poi nei mesi scorsi, su indicazione del Viminale, il numero era stato progressivamente ridotto. «Abbiamo dimostrato di saper mantenere la parola - afferma il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni - La chiusura del centro di accoglienza di Como è una vittoria del governo e della Lega, vittoria resa possibile anche dalla drastica diminuzione degli sbarchi: meno 90mila arrivi rispetto all’anno scorso». «La nostra attenzione per Como non finisce qui, visto che abbiamo appena confermato l’arrivo di dieci nuovi poliziotti - ha concluso - Siamo coerenti e orgoglioso del lavoro fatto in soli cinque mesi di governo».

Il centro era stato aperto dopo l’emergenza dell’estate di due anni fa. Era stata la Prefettura, con il Comune, a individuare l’area di via Regina, accanto al cimitero monumentale, e a realizzare il centro di accoglienza con il noleggio dei container. La gestione di via Regina, in questi due anni, è costata poco più di 4 milioni di euro. In particolare sono stati spesi 3 milioni e mezzo per i costi di gestione e poco meno di 600mila euro per l’affitto dei container. Il contratto di affitto scade a dicembre di quest’anno, da qui la decisione di procedere alla chiusura per poter poi sgomberare l’area e restituire i prefabbricati che hanno ospitato i migranti in questi anni. I primi segnali di smantellamento del centro si erano avuti lo scorso mese di settembre, quando la mattina all’alba si sono presentati polizia, carabinieri e guardia di finanza per procedere al trasferimento verso i centri di accoglienza di Torino e Bologna di una settantina di ospiti.

Da diversi mesi la pressione sul centro si era decisamente alleggerita: se nel primo anno il numero dei migranti presenti quotidianamente superava spesso la soglie dei trecento, negli ultimi mesi la cifra si era dimezzata

© RIPRODUZIONE RISERVATA