Clinton: no a Clooney.  Poi via in treno    da Como San Giovanni
Clinton con la scorta e lo staff

Clinton: no a Clooney.
Poi via in treno

da Como San Giovanni

L’ex first lady ha lasciato ieri mattina Villa d’Este - All’Ambrosetti aveva stroncato la corsa dell’attore alla Casa Bianca. La promessa: «Como è bellissima, ci tornerò»

La ex first lady americana Hillary Clinton ha scelto il treno per salutare Como e dirigersi a Venezia.

Ieri mattina alle 11.40 ha raggiunto il cortile di Villa d’Este attraverso un’uscita di servizio. Ad accompagnarla Valerio De Molli, l’amministratore delegato del forum Ambrosetti-The European house che aveva invitato la ex segretaria di Stato e senatrice ad intervenire nell’ambito del focus sugli Stati Uniti d’America.

Como Stazione San Giovanni, Hillary Clinton prende il treno per Venezia

Como Stazione San Giovanni, Hillary Clinton prende il treno per Venezia
(Foto by Andrea Butti)

Poco dopo è salita su un van nero che l’aspettava insieme con l’apparato di sicurezza. Destinazione? Quella forse più inaspettata per i comaschi e non solo. Si è infatti diretta alla stazione San Giovanni: treno delle 12.10, un Eurocity diretto a Venezia (senza cambio a Milano).

Sabato sera la candidata alla presidenza sconfitta da Donald Trump aveva analizzato la situazione americana e internazionale nel corso del suo intervento davanti al gotha dell’economia italiana. Incalzata sui possibili candidati democratici alla Casa Bianca in vista della sfida dell’anno prossimo non ha fatto nomi. Ma proprio su quel lago tanto caro a George Clooney che solo pochi mesi fa aveva invitato a Laglio l’ex presidente americano Barack Obama lasciando in qualche modo supporre che ci fosse un fondamento nelle voci che lo volevano pronto a scendere in campo, Hillary Clinton ha stroncato una possibile corsa dell’attore.

Como Stazione San Giovanni, Hillary Clinton prende il treno per Venezia

Como Stazione San Giovanni, Hillary Clinton prende il treno per Venezia
(Foto by Andrea Butti)

«Se fosse stato qui - le sue parole - avrebbe capito la complessità dell’incarico. Secondo me i problemi che dobbiamo affrontare nei prossimi anni sono talmente grossi, che serve gente preparatissima per fare il Presidente degli Stati Uniti».


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