Como: al telefonino  mentre si guida  Multe raddoppiate
Como: alla guida con il telefono

Como: al telefonino

mentre si guida

Multe raddoppiate

L’anno scorso 275 verbali, 145 nel 2017. La polizia locale: «Gli agenti in moto colgono in fallo gli automobilisti nel traffico e poi li sanzionano»

Quel brutto vizio di mettersi alla guida con il telefonino incollato all’orecchio o, peggio, di immergersi con lo sguardo nel piccolo schermo, pensando che nel traffico a passo d’uomo della convalle si possa prestare attenzione anche alle chat, senza preoccuparsi di scooter, bici e pedoni che ci incrociano davanti.

La distrazione al volante causata dai telefonini è infatti una delle cause che sta facendo risalire, dopo anni di calo, il numero dei morti sulle nostre strade al punto che alla Commissione trasporti della Camera è in discussione, tra le proposte di modifica del Codice della strada, quella della sospensione immediata della patente (misura che attualmente l’art. 173 fa scattare solo in caso di recidiva), e di un innalzamento sostanzioso della multa, da 165 a 422 euro.

Basteranno come deterrente? Non è il primo inasprimento, ma il risultato finora è stato deludente. Il problema sono i controlli, difficili da effettuare: chi è al telefono mentre guida, alla vista di una pattuglia molla immediatamente l’attrezzo e contestargli l’infrazione a quel punto è impossibile.

La polizia locale ha però messo a punto un sistema che si sta mostrando molto efficace e che nella nostra città ha permesso di raddoppiare le multe per questo tipo di violazione.

«In un anno siamo passati da 145 verbali, redatti nel corso di tutto il 2017, ai 275 del 2018, per la maggior parte elevati da maggio a settembre» dice il comandante del corpo comasco, Donatello Ghezzo. Un incremento reso possibile, spiega, «grazie a una tecnica già avviata in alcune grandi città, come Torino, che permette di cogliere in flagranza il trasgressore e di multarlo». Lo stratagemma è semplice ed è reso possibile dall’uso da parte degli agenti di scooter o moto: immersi nel traffico, possono cogliere al volo chi si mette al telefono e fermarlo.

«Ma usiamo anche agenti in borghese, che segnalano in tempo reale alla pattuglia a valle l’automobilista colto in fallo» aggiunge Ghezzo. .


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