Como. i ladri irrompono dai sotterranei  Colpo in un condominio del centro
A sinistra il condominio di via Miani 9, teatro della razzia messa a segno tra domenica e lunedì (Foto by butti)

Como. i ladri irrompono dai sotterranei

Colpo in un condominio del centro

Forzate due griglie sul marciapiede di via Recchi, i ladri penetrano nei garage e da lì accedono a una palazzina di via Miani. Poi la fuga con la refurtiva da una scala a pioli

Una scala a pioli in una bocca di lupo. Un gioco da ragazzi, verrebbe da dire, se non fosse che i “ragazzi” responsabili dell’incursione costata un bel po’ di serrature (e non solo) nella notte a cavallo tra domenica e lunedì scorsi in centro città, tanto pivelli non dovevano essere, e anzi: a ben vedere dovevano conoscere molto bene un po’ di dettagli, noti soltanto a chi, in quei palazzi, ci abita o ci lavora.

La storia è questa: lunedì mattina di buon’ora un cliente del bar Italia di via Gallio segnala al titolare che un paio di “bocche di lupo” di quelle collocate dall’altra parte dell’edificio - cioè verso la stazione, in via Recchi davanti alle vetrine del negozio d’arredo - sono pericolosamente spalancate, e che qualche pedone potrebbe anche caderci dentro. Si scopre che non solo le griglie sono aperte ma che addirittura qualcuno vi ha calato all’interno una scala a pioli, servita per entrarci o, più probabilmente, per venirne fuori.

Da quelle bocche di lupo si accede ai garage del condominio di via Gallio 10 (lo stesso del bar Italia) e da lì si può entrare nel cortile interno di un altro edificio residenziale, quello che si trova al civico 9 di via Miani, accanto alla sede delle Poste centrali. Incrociando le denunce raccolte la mattina, la polizia ricostruisce facilmente quel che dev’essere accaduto. E cioè che, una volta fuori dal tunnel box del primo palazzo, i ladri si intrufolano nel secondo mettendo a punto tre successive incursioni.

La prima, asportando pochino (un lettore Mp3 e una scatola di biscotti), nell’ambulatorio di un osteopata; la seconda, senza portare via nulla ma dopo avere scardinato una porta finestra, all’interno della pellicceria Emmefurs, al piano terra; la terza nei locali adibiti a cantina, scardinando porte e portandosi via quattro biciclette (tra cui due mountain bike di un certo valore), un robusto quantitativo di scarpe da donna e un assortimento di attrezzi e utensili da lavoro.

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