Como, non soltanto monete  Forse c’era una “banca”
Il dettaglio delle monete d’oro

Como, non soltanto monete

Forse c’era una “banca”

All’interno una barretta d’oro e altri oggetti. Il soprintendente: «Probabile un deposito pubblico»

Non solo monete. Il tesoro di via Diaz è ancora tutto da scoprire e gli archeologi aspettano con emozione di estrarre tutto il contenuto per poter avere indizi che diano certezze sulla sua storia. All’interno si vedeno una barretta d’oro e altri oggetti, uno sembra un gioiello.

Il soprintendente Luca Rinaldi, la responsabile per la zona di Como Barbara Grassi e la funzionaria esperta di numismatica Grazia Facchinetti hanno ripercorso ieri le fasi degli scavi archeologici in via Diaz, iniziati due mesi fa e hanno chiarito che se dalle prossime analisi emergesse che si tratta di un lingotto, questo «deporrebbe sicuramente per la tesi del deposito di una cassa pubblica». Il soprintendente Rinaldi ha infatti precisato che «non è pensabile che un singolo privato possa aver accumulato tanta ricchezza, più probabile invece che si trattasse di un deposito pubblico e alcuni indizi già lo confermano, ma vedremo con la prosecuzione del lavoro».

La scoperta è stata «un colpo di fortuna», ma il sospetto che sotto il terreno e uno strato d’acqua ci potesse essere qualcosa era stato calcolato. «Il giorno prima del ritrovamento - ha spiegato Grassi - avevo chiesto di indagare la zona perché pensavo che ci potessero essere dei reperti, e così è stato. Accanto erano già state individuate delle epigrafi di età imperiale che ora stiamo cercando di decifrare». Dalle prime ipotesi non si tratterebbe di pietre funerarie, ma riconducibili «a edifici pubblici».

Il tesoro è stato portato in un caveau dal comandante del nucleo Tutela Patrimonio dei carabinieri di Monza Francesco Provenza. Le prossime fasi saranno molto delicate e dureranno qualche settimana poiché si tratterà di estrarre, attraverso dei microscavi, tutto il materiale ancora nel contenitore. Ogni pezzo viene catalogato e fotografato poiché, come ha chiarito l’esperta di numismatica, «sembra che ci sia un senso di allineamento delle monete, forse impilate in rotolini avvolti da tessuto, che si è decomposto nel corso dei secoli. Vogliamo cercare di capire il significato e se, ad esempio, siamo di fronte a qualcosa di simile a banche attuali».

Dalle prime 27 monete estratte sono emersi i primi dettagli: ciascuna pesa circa 4 grammi d’oro e sono state coniate nel periodo degli imperatori Onorio, Valentiniano III, Leone I e Livio Severo e sono quindi non collocabili oltre il 474 d.C. Un lingotto deporrebbe sicuramente per un deposito di una cassa pubblica, poco probabile un privato».n 

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