Como: «Revochi Lanzara»  Anche la Lega scarica il sindaco
Como: il sindaco Mario Landriscina con l'assessore Elena Negretti

Como: «Revochi Lanzara»

Anche la Lega scarica il sindaco

Il Carroccio a Landriscina: «Più trasparenza». I deputati di 5 Stelle e Pd: carichi pendenti da verificare

La Lega scarica il sindaco Mario Landriscina sul caso di Paolo Lanzara, membro del collegio sindacale di Acsm-Agam in rappresentanza del Comune di Como, designato dal sindaco lo scorso aprile nonostante una condanna a 5 anni in primo grado per associazione a delinquere. Condanna allora sconosciuta a Landriscina e venuta alla luce nei giorni scorsi, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato lo stesso Lanzara agli arresti domiciliari, questa volta con l’accusa di bancarotta. Anche adesso, però, nessuna azione da parte del primo cittadino. Il Carroccio, azionista di maggioranza del governo cittadino e che esprime anche il vicesindaco Adriano Caldara, alza la voce a tutti i livelli. «La Lega - fanno sapere i vertici del partito - crede nella trasparenza assoluta e nel rispetto di norme e procedure. Abbiamo sempre sostenuto persone competenti e senza precedenti penali per i diversi ruoli istituzionali che siamo chiamati ad indicare».

Poi l’affondo: «Vicende delicate come quella che vede coinvolto il dottor Lanzara (storicamente vicino ad An prima e a Fratelli d’Italia poi, nrd) ci preoccupano. Riteniamo indispensabile garantire a tutti la massima tutela fino al termine degli accertamenti giudiziari, ma chiediamo al sindaco di agire nei modi che ritiene più opportuni per rimuovere ogni dubbio e chiedere al dottor Lanzara un passo indietro nel rispetto del lavoro di tutti».

Insomma, il sindaco intervenga - chiede la Lega - e anche pubblicamente faccia in modo che il commercialista lasci l’incarico nella società partecipata dal Comune

Il deputato del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò dice che le nomine «anche se di carattere fiduciario, devono avere delle procedure di controllo sui carichi pendenti e sui casellari giudiziari» e sottolinea che «nella nostra selezione interna chiediamo tutti i certificati per avere massima trasparenza».

Infine Chiara Braga, deputata Pd: «C’è una responsabilità che sta nelle mani del sindaco che ha fatto la nomina e a prescindere da quello che c’è scritto nel regolamento, oltre alla competenza ci sono altri elementi da tenere in considerazione. Ho sentito molti bei discorsi sulla legalità in questi anni, immagino che si faccia anche scrupoli sulle persone che nomina... La cosa grave è che, a fronte di richieste, non dia risposte».


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