Como, scuola al via con quattrocento cattedre scoperte
I docenti ieri nell’aula magna della Magistri Cumacini per le nomine (Foto by foto butti)

Como, scuola al via con quattrocento cattedre scoperte

Il buco più grosso resta quello degli insegnanti di sostegno, ne mancano all’appello circa trecento

Sono finite nel tardo pomeriggio di ieri le operazioni di nomina dei docenti a tempo determinato. Il risultato? Numeri alla mano, meglio dello scorso anno. A ventiquattr’ore dall’inizio delle lezioni, sono state coperte una buona parte delle disponibilità. Nel dettaglio, nell’infanzia sono avanzati quattro posti interi nella primaria e otto spezzoni, vale a dire cattedre con un monte ore ridotto. Nella primaria, invece, sono rimaste vacanti trenta cattedre intere (su 108) e venticinque spezzoni. Alle superiori, invece, i posti interi sono stati occupati tutti. Totale: 34 cattedre e 42 spezzoni ancora libere. Nel 2017, per avere un metro di paragone furono rispettivamente 134 e 34.

È bene ricordare come ieri, alla Magistri, fossero convocati solo gli insegnanti presenti nelle graduatorie a esaurimento provinciale per provare a coprire una parte dei posti rimasti vacanti con contratti a tempo determinato. Quindi, qualora si fossero presentati tutti e avessero accettato, le caselle da riempire sul territorio non sarebbero finite perché più ampio il fabbisogno delle scuole. Alle medie, per fare solo un esempio, ci sono ancora posti liberi, ma nessun aspirante è presente nelle graduatorie provinciali, pertanto i dirigenti utilizzeranno quelle d’istituto. Un’altra “partita” riguarda il sostegno, con il Lario una fra le zone in Italia dove ci sarebbe più bisogno di docenti: è difficile avere un numero preciso, ma le stime parlano di quasi trecento cattedre (ieri non si assegnavano). «Le operazioni sono andate bene – spiega Salvo Gerardo, segretario della Uil scuola – le graduatorie si stanno riducendo. Come abbiamo però rimarcato, facendo oggi le operazioni, gli insegnanti prendono servizio dopo dodici giorni, perdendo purtroppo parte della retribuzione. Nello specifico, stiamo andando nella direzione giusta: il posto comune si sta esaurendo. Come ripetuto più volte, ora c’è tutta la partita legata al sostegno». Come negli anni precedenti, accanto a chi ha firmato con gioia la propria nomina, c’è stato chi non si è presentato o non ha accettato posti scomodi e magari lontani. «Le operazioni sono andate come pensavamo – spiega Rosaria Maietta, segretaria Flc Cgil Como –. C’è chi attende di ricevere convocazioni più lunghe, per un maggior numero di ore e magari in scuole dove hanno già lavorato: infatti aspettano una possibile chiamata per il sostegno, effettuata dagli istituti. In questo caso, ci potrebbe essere una continuità didattica, elemento da non sottovalutare».

E ora? Da stamattina, ogni scuola dovrà contattare i supplenti inseriti nelle graduatorie d’istituto (fra i nomi, c’è anche chi sarebbe alla prima esperienza come insegnante e non tutti sono del “mestiere”), nella speranza di trovare all’ultimo minuto qualcuno in grado di coprire il buco.

Le operazioni di ieri sono state coordinate dai presidi delegati Silvana Campisano (Caio Plinio) e Vincenzo Iaia (Melotti) con il sostegno dei funzionari dell’ufficio scolastico provinciale. Tutto si è svolto senza intoppi: un dato, segnalato dagli addetti ai lavori, è il buon numero d’insegnanti provenienti dalle scuole paritarie che hanno deciso d’accettare la supplenza nel pubblico.

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