COMO, STAZIONE VERGOGNA

Una mamma e la sua bimba piccola costrette a dormire sul pavimento all’esterno di San Giovanni

Le immagini in alcuni casi hanno una capacità descrittiva ed evocativa molto più potente delle parole.

E la foto di una bambina eritrea di pochi mesi addormentata insieme alla madre sul pavimento della stazione di Como fornisce la cifra, prima di tutto, del dramma umano in scena ormai da troppi giorni a San Giovanni, crocevia di sofferenze, sogni infranti e speranze andate in fumo, fra i sacchi a pelo, il cibo in scatola e le coperte affastellate dei tanti migranti in transito bloccati dagli svizzeri. Nella serata di lunedì, assistita dai volontari, c’era anche una donna incinta di nove mesi mentre ieri, dal Ticino, sono stati rimandati indietro 25 minori, respinti in giornata. I migranti, in stazione, stanno aumentando di nuovo, mostrando come l’afflusso segua la logica dell’onda, con un abbassamento e un innalzamento del numero che rende di fatto impossibile svolgere previsioni a lungo termine.

Il direttore della Caritas di Como, Roberto Bernasconi, lancia un appello: «È bello vedere quanta gente s’interessa a quelle persone. Serve, però, un coordinamento negli aiuti Altrimenti, il rischio è di non tenere nel tempo».

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