Comodepur e la causa da 13 milioni

Anzaldo: «Landriscina deve chiarire»

Il consigliere

ha sollevato ieri sera

la questione

in consiglio comunale

Il contenzioso aperto da Comodepur nei confronti del Comune approda in consiglio comunale: ieri sera il consigliere Fulvio Anzaldo (Lista Rapinese sindaco), ha sollevato la questione all’avvio della seduta, annunciando l’ interrogazione a risposta scritta che lui stesso aveva protocollato poche ore prima.

La vicenda non è di poco conto: 13 milioni di euro che il Comune dovrebbe scucire per riscattare l’impianto di depurazione di viale Innocenzo, secondo la richiesta avanzata da Comodepur, sulla base di una convenzione stipulata tra il consorzio, di cui Palazzo Cernezzi è azionista, e lo stesso Comune. Una richiesta messa nero su bianco nell’atto di citazione recapitato una decina di giorni fa in municipio.

Nessuna domanda retorica, ha detto Anzaldo, «solo la necessità di comprendere cosa stia accadendo perché le conseguenze potrebbero essere estremamente dannose per la città. Appare singolare che una società di cui deteniamo il 30% delle quote ci faccia causa. Vorrei anche comprendere, oltre al perché di ciò, come sia stata affrontata la questione durante l’operazione di fusione escissione di Como Acqua».

Nell’interrogazione Anzaldo chiede quando sia sorta la vertenza tra ente locale e il consorzio partecipato, perché il Comune non ritenga più in vigore la convenzione e come mai Comodepur sostenga il contrario. Infine, se la questione sia stata oggetto di esame durante l’operazione di fusione e scissione con Como Acqua e Comodepur, e quali siano state le valutazione nel merito. E vuole sapere ovviamente che cosa il Comune intenda fare ora. Anzaldo ha depositato anche una richiesta di accesso agli atti.

Si è arrivati a questo passo in virtù della riorganizzazione in atto nel settore acqua. Dal 1 gennaio è operativa la società Como Acqua , a cui fa capo l’intero ciclo: captazione, potabilizzazione, distribuzione, collettamento fognario e depurazione. Una dopo l’altra le società presenti in provincia stanno cedendo impianti e gestione. Ma a vicenda di Comodepur rallenta in passaggio di consegne. Il presidente di Como Acqua, Enrico Pezzoli, annuncia che «chiederemo come gestore una proroga all’Ato, dettata dal fatto che è nato questo contenzioso tra Comune e gestore uscente, pertanto, cautelativamente, abbiamo necessità di fare degli approfondimenti di natura giuridica sulle modalità del nostro subentro come gestore entrante. Questi approfondimenti sono già in corso».

La richiesta di riscatto per 13 milioni di euro costituisce il valore che Comodepur attribuito all’impianto di depurazione.n


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